di Diego Gustavo Remaggi
La fine dei consigli di quartiere. Il decreto del 25 gennaio 2010, convertito in legge il 26 marzo dello stesso anno ha di fatto chiuso la porta in faccia alla rielezione dei consigli di zona nei comuni con popolazione inferiore ai 250mila abitanti. Un intervento urgente, mirato al contenimento dei costi negli enti locali, che in Emilia Romagna farà piazza pulita dei “parlamentini” di tutti i comuni capoluoghi di provincia escluso, ovviamente, Bologna.
La legge segna drasticamente la fine del decentramento rappresentato dalle circoscrizioni e tra i consiglieri, i segretari, i presidenti ormai uscenti stanno iniziando ad emergere i dissensi, idee per mantenere in comunicazione cittadini e Amministrazione, pareri a volte contrastanti e a volte costruttivi.
Come è possibile continuare a raccogliere le idee, le richieste, le rimostranze dei cittadini? I parlamentini rappresentavano una salda cinghia di trasmissione tra i parmigiani e l’Amministrazione. Luca Pezzani, segretario Pd del quartiere Montanara commenta: “Se ne va un pezzo di democrazia, abbiamo avuto presidenti presenti e vicini ai cittadini che si sono tutti impegnati per il bene del proprio quartiere, parlando di tutti i problemi che ogni volta venivano presentati”.
E adesso? Sabato scorso il Pd ha organizzato un piccolo presidio all’incrocio tra via Sassari e via Brennero. Il luogo scelto, di certo, non è stato casuale. L’ormai fantomatico Ponte Nord e la rinnovata viabilità che è destinata a modificare la vita del quartiere San Leonardo è sotto gli occhi di tutti. Con l’arrivo del Commissario Anna Maria Cancellieri sarà più complicato districarsi e imporsi per un ipotetico cambio di rotta. È laconico l’ex-consigliere comunale Giuseppe Massari quando dice: “i muri sono stati fatti, ora non si può più fare nulla, ed è un male per tutto il quartiere”. Eppure ai cittadini non va giù. Vorrebbero che i “politici” potessero fare di più, vorrebbero che la propria voce fosse ascoltata, vorrebbero poter bloccare la gettata di asfalto, per poter lasciare spazio ad un giardino verde, con alberi e panchine, di cui i residenti potrebbero godere e in cui potrebbero anche rilassarsi. Una richiesta destinata a rimanere sospesa. Con la fine dei consigli di quartiere, il decentramento rimane tagliato fuori a discapito di una concentrazione del “potere” che di certo  non si lega con il pensiero federalista del governo nazionale. Nessun partito, da destra a sinistra, può farsi carico delle richieste di una circoscrizione e per questo è necessario riflettere sul futuro, su come raccogliere ed organizzare ad hoc il pensiero di una città che chiede di essere amministrata al meglio, anche, e soprattutto, ora che a guidarla vi è un Commissario, almeno fino alle prossime elezioni, almeno fino alla scelta del successore di Vignali, un’eredità scomoda ma croce e delizia di una città storicamente abituata ai cambiamenti.

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