Con una lettera indirizzata ai propri associati l’Unione industriali di Parma reclama il proprio diritto ad interagire con la politica cittadini. Delusi dall’uomo che avevano scelto ed appoggiato, Pietro Vignali, adesso si dicono preoccupati dalle indagini della Guardia di Finanza. Il presidente dell’Upi Giovanni Borri nella lunga epistola spiega che Vignali fu scelto “in quanto appariva come la naturale prosecuzione e l’utile consolidamento dell’esperienza amministrativa della Giunta guidata da Elvio Ubaldi, esperienza che è stata ritenuta dalla stragrande maggioranza dei cittadini e degli imprenditori di Parma ampiamente positiva”. Poi Vignali inizia a non essere più ben visto dall’unione, probabilmente l’abolizione del progetto della metropolitana, il congelamento del piano parcheggi ed il tentennamento sull’inceneritore avranno influito in questo retro front politico facendo capitolare gli industriali. E mentre la piazza chiede di rompere le catene che legano industriali e politica nell’ambito dell’amministrazione comunale l’Unione degli industriali propone di riflettere in vista delle elezione su “quali sono le scelte necessarie perché le imprese possano nascere, crescere, operare realizzando la loro funzione di creare ricchezza e fare progredire con il benessere la qualità di vita della comunità”.

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