di Michele Panariello

Il Movimento 5 stelle, attivo a Parma fin dal 2009 si è sempre posto fra i suoi obiettivi quello di diventare infrastruttura istituzionale per la cittadinanza attraverso l’attivismo, il confronto e l’ascolto. Il movimento prende le mosse dai ragazzi del Meetup di Beppe Grillo. L’idea nasce (come si evince dal termine Meetup) dall’incontro e dal confronto con altre comunità che hanno gli stessi problemi. La rete web e il suo concetto filosofico di pariteticità sono la sua base ideologica. Da qui, la trasversalità del movimento che si dichiara totalmente estraneo alla partitocrazia tipica dell’Italia repubblicana e si propone con una serie di misure che nascono dalla voglia di una sincera e attiva cittadinanza.

La città di Parma sta attraversando momenti difficili:  l’arresto di Bernini, le dimissioni di Vignali e, in ultimo, il caso dell’Ospedale vecchio sono segnali di un malessere istituzionale che richiede un cambiamento radicale. Abbiamo incontrato alcuni esponenti del Movimento 5 stelle di Parma a cui abbiamo sottoposto alcune domande sulla scena politica della città e sul loro programma futuro, anche in vista delle comunali di maggio 2012.

07: Come sarà il futuro del movimento a Parma? Pensate di candidarvi? Risponde Marco Vagnozzi: ”Saremo in campagna elettorale. Pensiamo di riuscire a ottenere un buon risultato. I nostri candidati sono validi perché abbiamo studiato i problemi della città e il programma più adatto. Non ci alleeremo con nessuno. Noi facciamo il nostro percorso.”

Sull’argomento delle alleanze interviene Marco Bosi: ”Le alleanze sono fatte a tavolino, secondo calcoli e percentuali. Non si considera il programma. Nel momento in cui in aula, sia il Pdl, sia il Pd fanno una proposta che ci vede concordi, noi la voteremo. Noi non andremo a fare opposizione intesa come ostruzionismo. Si va a fare un confronto … anche se non c’è nessuna alleanza. Queste devono nascere sul singolo progetto, non sui calcoli dei voti da portare a casa”.

07: Avete già un candidato da proporre? Risponde Federico Pizzarotti: “Il candidato valido da proporre noi lo intendiamo come una persona che abbia maturato delle capacità e delle competenze non in base alla sua notorietà. Sarà scelto all’interno del gruppo anche se magari risulterà un perfetto sconosciuto”.

“Il nostro candidato sarà l’espressione della volontà di tutto gruppo” tiene a sottolineare Cinzia Piastri, “e non la figura emblematica portatrice di interessi individuali”.

07: Per recuperare i seicento milioni di debiti accumulati dal Comune, avete qualche idea? Risponde Vagnozzi: ”Ci sono molte idee. Razionalizzare la spesa corrente in vista d’investimenti; realizzare infrastrutture che garantiscono rendimento. Utilizzare il patrimonio immobiliare del comune per ospitare gli uffici anche delle partecipate in modo da evitare di spendere tanti soldi in affitti. Contenere la spesa dell’illuminazione realizzando un impianto a led sull’esempio del comune di Torraca (SA). Diminuire drasticamente le poltrone delle partecipate. Basta realizzare una holding con un solo cda ridotto al minimo. Non siamo d’accordo ad aggiungere nuove tasse come quella di soggiorno”.

07: Come finanzierete la vostra campagna? Risponde Vagnozzi: ”Faremo come abbiamo fatto con le regionali. Dal nostro sito raccoglieremo le donazioni dei nostri sostenitori; inoltre ci sono i nostri contributi. Si prevede un badget di tremila euro. “Il sindaco di Milano guadagna circa ottomila euro al mese” aggiunge Vagnozzi, ” Come fa a ripagarsi la sua campagna elettorale costata dodici milioni euro una volta eletto? Quello che abbiamo visto accadere alla città di Parma risponde a questa domanda. Se nella politica metti i soldi i soldi diventano la politica” conclude ironicamente Vagnozzi. “Il modello parmigiano, sulla scia di quello nazionale, di fare politica con l’aiuto dei poteri forti, non ci piace. Noi abbiamo rinunciato ai rimborsi elettorali. Abbiamo lasciato sul tavolo un milione di euro che ci aspettavano in cinque anni per aver eletto due consiglieri regionali. Noi abbiamo speso solo trentamila euro”.

07: quali sono almeno tre punti del vostro programma elettorale dove vi sentite particolarmente forti. Risponde Bosi: ”Sicuramente i rifiuti. Cercheremo di riproporre il referendum cittadino che è stato appena respinto. Poi  la mobilità. Per noi non servono infrastrutture. Quelle già ci sono. Ci concentreremo sul modo in cui i cittadini si muovono nella città. Basta coordinare gli spostamenti. Infine il bilancio partecipato cioè la disposizione di un badget per i cittadini che possono disporre come vogliono e democraticamente sul modello del comune di Colorno”.

Il modello ideologico proposto dai ragazzi del movimento 5 stelle tocca quindi gli interessi e i bisogni pragmatici della cittadinanza sorvolando tout court le astrazioni sillogiche della politica tradizionale. Meglio agire, uniti, utilizzando le tecnologie informatiche, per ottenere certezze e diritti.

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