Dopo lo sciopero di 8 ore con presidio davanti alla sede di Bologna di Tas SpA dello scorso martedì 18 ottobre, sostenuto anche dai lavoratori delle sedi Bologna e di Roma, la dirigenza aziendale, indifferente alle proteste e alle proposte dei sindacati e delle maestranze, prosegue nel proposito di chiudere la sede di Parma attuando così, di fatto, una riduzione del personale. Si tratta, infatti, di licenziamenti camuffati, in quanto le lettere di trasferimento che sono giunte ai lavoratori della ex Data Systems hanno già cominciato a produrre l’effetto di far dimettere numerosi dipendenti. Con un duplice risultato negativo: perdita di professionalità e calo di fatturato per l’azienda. A questo punto diventa decisivo l’incontro del tavolo istituzionale fissato per martedì 25 ottobre presso l’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Emilia-Romagna, con la presenza di rappresentanti delle Province di Parma e Bologna, per tentare di aprire un confronto sulle prospettive future e sulle soluzioni da adottare a sostegno dei circa 90 lavoratori che vedono a rischio la propria occupazione. Desta preoccupazione anche la situazione economica e finanziaria dell’azienda nel suo complesso e tutto ciò che ne può derivare per i quasi 500 dipendenti distribuiti sul territorio nazionale. Contestualmente al tavolo, a cui parteciperanno, oltre alla Fiom Cgil di Parma (Davide Fellini) la Fiom di Roma e quella di Bologna, davanti alla stessa sede della Regione si svolgerà un nuovo presidio dei lavoratori di Parma, mentre nella mattinata di mercoledì 26 ottobre avrà luogo una nuova assemblea in sciopero delle maestranze di Parma per valutare quanto emergerà dal tavolo istituzionale e le eventuali ulteriori iniziative di mobilitazione da intraprendere.

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