Caro Direttore.

I casi sono due: o il vostro collaboratore Enrico Arillo è atterrato qualche mese fa da Marte, oppure il giornale Zerosette, normalmente equidistante da precise posizioni politiche, sta cambiando veste, pubblicando opinioni legittime, per carità, ma poco documentate.

Nel numero scorso Arillo si è infatti scagliato contro le amministrazioni cittadine di Vignali e di Ubaldi, accusandole di aver “snaturato” la città, di averla indebitata oltre misura, di aver favorito la corruzione e di aver diminuito i diritti dei cittadini. Quando dico che Arillo probabilmente arriva da Marte è perché evidentemente non ha visto Parma com’era prima del cambio di orientamento politico con la Giunta Ubaldi. Non sta certamente a me ergermi a difesa delle ultime tre amministrazioni cittadine, invero in parte attaccabili sotto il profilo etico, visti gli sviluppi penali di alcuni suoi rappresentanti. Come cittadino del mondo, più che come cittadino di Parma, visto che professionalmente vago per lo Stivale in lungo e in largo, ho sotto gli occhi molte realtà urbane del nostro malandato Paese. Non do quindi un giudizio basato su simpatie politiche ma, assicuro i Lettori, su dati oggettivi. Dati, peraltro, suffragati da prove statistiche e comprovabili. Chi viene a Parma, e ci sta per un po’ di tempo, non la lascerebbe più. Ho conosciuto tanti Prefetti, Comandanti delle forze istituzionali o professionisti di varia natura che, se anche trasferiti per motivi di carriera altrove, hanno mantenuto la base nella nostra città. Da almeno dieci anni a Parma le cose funzionano. Non entro nel merito dei bilanci del Comune dove, volendo, voci di spesa possono essere trasformati in items attivi o viceversa. I bilanci, si sa, sono soggetti a “interpretazioni”. Quanto vale, ad esempio il DUC? Vogliamo attribuirgli il solo costo di costruzione? Oppure vogliamo riconoscergli un valore in base al fatto che, oggi come oggi, non esiste pratica che ti costringa ad un’attesa superiore ai venti minuti? (E che, oltretutto, non ti obblighi a girare tre o quattro sedi prima di trovare l’interlocutore giusto). Da padre ho anche riscontrato un buon funzionamento dei servizi scolastici dalla scuola materna a quella media. La sanità locale funziona più che decorosamente. Certo si potrebbe fare di meglio, ma questo vale sempre ed in ogni caso. Si potrebbero velocizzare i tempi di attesa per certi esami, ma vogliamo dare la colpa al Comune per questo?

La viabilità è migliorata drasticamente. Anche qui, qualche rotonda o qualche modifica ai sensi unici potrebbe migliorare la situazione, ma oggi difficilmente perdi un’ora per attraversare la città, come capitava 15-20 anni fa, con molto meno traffico. In quegli anni furono anche demolite tutte le piscine di Parma, con l’impegno di rifarle subito. E’ stata la prima giunta di Ubaldi a mantenere l’impegno dopo un decennio di stasi in quel settore. La stazione sta costando troppo? Ma ve la ricordate la vecchia stazione? E’ quasi meglio quella provvisoria in attesa della nuova…

Qual è la “natura” persa di Parma, secondo Arillo? Che oggi abbiamo un assessore che prende la tangente su un’operazione pubblica? Dov’era Arillo quando gli assessori delle giunte precedenti, con delega ai lavori pubblici o all’ambiente patteggiavano le pene? Arillo vuole forse fare ridere il mondo sostenendo che il malcostume della politica nasce con le giunte Ubaldi e Vignali?

Arillo titola “tutto cambia per non cambiare nulla”. Sarà. Ma da veterano della città posso dire che prima non cambiava un accidente di niente in nessun senso. Parma compare sempre, negli ultimi lustri, fra le dieci città dove si vive meglio. Ci sarà un motivo? Non abbiamo i rifiuti per le strade. Non abbiamo quartieri “ghetto”. La criminalità è inferiore alla media nazionale, cosa questa, peraltro, che risente di una gestione centralizzata e non propriamente comunale.

Che a livello comunale, ma anche provinciale, regionale, nazionale ed europeo ci voglia aria nuova, lontana dalle logiche clientelari, dal malcostume, dagli interessi privati in atto pubblico, dall’ossessione per la raccomandazione, mi trova ovviamente d’accordo. Ma Parma non è in una condizione biasimabile. Svariate decine di città vorrebbero la “snaturazione” che avrebbe avuto Parma secondo Arillo. Nonostante la cronaca nazionale possa schernire la nostra città per le ultime magagne, credo che ciò sia dovuto, soprattutto, alla “sindrome del capoclasse”: quando sbaglia chi eccelle è preso più di mira di quando sbaglia un mediocre. Tutto si può dire tranne che Parma sia una città mediocre.

LA RISPOSTA DI ARILLO

Mi sembra doveroso rispondere alle critiche di un lettore al mio articolo pubblicato sul numero precedente di Zerosette, poiché si muovono più sul piano personale che strettamente collegato sull’articolo.

Prima di tutto ringrazio per aver inviato la lettera di critica; indipendentemente dal contenuto (che analizzerò successivamente), fa sempre piacere ricevere impressioni, poiché significa che ciò che è stato scritto ha suscitato un’emozione ed ha colto nel segno e questo non può altro che essere positivo. Le critiche fanno sempre bene perché aiutano a migliorarsi e a crescere; mi spaventa tantissimo una società senza spirito critico, capace solo di approvare e applaudire, ed è questo che mi muove nello scrivere e nell’agire quotidiano e quindi mi rende davvero felice leggere questa lettera ed è, soprattutto, questo che cerco di trasmettere.

Posso rassicurare il lettore, non vengo da Marte e ahimè non ci sono mai stato. Anche io sono un cittadino “del mondo”, ma prima di tutto, ora, sono cittadino di Parma; non amo fare paragoni perché ogni città ha una sua realtà diversa ed è assurdo, per me, metterle a confronto se non su basi strettamente statistiche che però tralasciano aspetti, a mio avviso, fondamentali per capire problematiche politico-culturali.

Non mi sono mai sognato di dire che Parma è una città invivibile, poiché sarebbe sicuramente falso. Mi sono limitato a palesare le enormi contraddizioni che si porta dentro ed in secondo luogo la decaduta morale ed etica del ceto politico sin dai tempi di Ubaldi e probabilmente anche da prima (famosa la lenzuolata degli anni ’70 che denunciò fatti analoghi in una giunta di centrosinistra). Sicuramente la giunta Lavagetto è stata troppo immobilista e comprendo il cambiamento che la cittadinanza richiedeva alla fine degli anni ’90. Però, innegabilmente, la storia e le ultime vicende giudiziarie e politiche hanno smascherato la facciata finto-civica portando alla luce tutto un sistema di interessi privati e di sperpero che ha fatto da concime per la corruzione e il dissesto finanziario attuale.

Il problema del traffico mi fa sorridere e a questo punto mi viene da chiedere al lettore dove è stato negli ultimi anni. Ultimamente devo girare spesso per la città con la macchina e con i camion e sinceramente questi grandi risultati non li vedo. Per non dilungarmi troppo su questo aspetto mi baso sui tempi di intervento dei mezzi di soccorso (faccio il vigile del fuoco volontario), che solo nell’ultimo anno sono aumentati del 70% portando a tempi di percorrenza superiori a quelli in provincia. Sicuramente, e questo è innegabile, il sistema di tangenziali portati avanti dalla giunta Ubaldi hanno portato enormi benefici alla città; però ciò è stato vanificato da un sistema di rotatorie e dossi a dir poco criminali.

Per quanto riguarda i servizi scolastici e la sanità, anche in questo caso non presi in considerazione nell’articolo prettamente legato all’etica del ceto politico locale, posso contrapporre l’idilio proposto dal lettore alle numerose critiche (anche feroci) proposte da altri padri. Mi riservo solo di dire che le medie sono di gestione provinciale e la sanità regionale e quindi impossibile, per chiunque, dare demeriti (o meriti) all’amministrazione comunale.

Infine vorrei invitare il lettore a leggere più attentamente l’articolo perché non era di critica a priori a qualsiasi opera fatta. Sicuramente la stazione e molte altre dovevano essere fatte, ma era un’amara constatazione del fatto che la smania di grandezza di queste due ultime amministrazioni ha portato a costruire infrastrutture enormemente sproporzionate, soprattutto alla luce del bacino di utenza e alle entrate finanziarie della città.

Naturalmente questa è la mia visione e come tale non è assoluta e non priva di errori interpretativi; per quell’articolo, in particolare, mi sono basato sui racconti degli anziani, delle analisi politiche fatte anche da persone che hanno avuto modo di vivere Parma dalla seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri, che tra l’altro mi vedono concorde. Poi sarà il futuro a dire se ho avuto una visione distorta o troppo politicizzata come dice il lettore, se sono riuscito a cogliere davvero nel segno oppure se stiamo sbagliando entrambi.

1 Comment

    Anche io ho tanto viaggiato e vagabondato in vita mia, che i chilometri percorsi mi avrebbero consentito di arrivare a Marte e tornare ancora a Parma. Le critiche, però, sono costruttive se supportate da dati oggettivi. In nessun altra città d’Italia come Parma il modello berlusconiano ha bruciato l’etica pubblica, e scusate se è poco ma è evidente e sotto gli occhi di tutti! Una città liftata male e finta,dove con la scusa di una presunta vivibilità si è instillato e fatto crescere il germe dell’indifferenza. Il garbato signore che accusa Arillo di essere un extraterrestre venga pure a farsi un giro nella palestra che frequento, fino a pochi giorni fa regno incontrastato dell’Assessore Bernini, e poi mi saprà dire se vivibilità non è anche passione e impegno per il Bene Comune. Vivibilità non sono solo rotonde come se piovesse…è un modo di vivere che è stato cambiato. Venga pure a farsi un giro ci troverà tante persone anestetizzate ed educate col tempo a non criticare e a non dare ascolto quando qualcuno ha qualcosa da dire. Venga pure lungo via Traversetolo, o via in via Paradigna per guardare come il disastro prende forma. Non so, forse quei prefetti che cita abitano in via Solferino, lontano da quelle periferie devastate e popolate da noi marziani. Periferie orribili con brutti palazzoni in costruzione e abbandonati da imprese fallite. Periferie con assurdi ipermercati vuotin e aree commerciali che, nell’accavallarsi l’una con l’altra, distruggono il suolo più fertile del mondo e obbligano alla chiusura centinaia di piccoli negozi che rappresentano il collante di una città che dovrebbe avere nel settore alimentare la sua vera fonte di ricchezza.
    Si legga poi il libro di Beppe Sebasti “Panchine”,in cui viene descritto uno dei simboli della città, il monumento a Garibaldi, modificato per non permettere più alle persone di potersi sedere sui gradini. Era una seduta libera un tempo,ambita.Ma a Parma da anni si è iniziato a sottrarre e dalle mancanze a non voler più produrre la libera circolazione delle idee e della cultura…«la panchina è l’ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e di mostrarsi in pubblico, di abitare la città e lo spazio. La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata».
    Vogliamo sempre in tema di dati oggettivi parlare dell’aberrante idea di costruire una metropolitana a Parma?? Dico : a Parma una città, che si percorre con una bicicletta !!!
    Carlo Lucarelli che certamente un extraterreste non è,e dati alla mano sulle infiltrazioni delle Mafie negli affari della città ducale scrive : «È successo che a Parma un importante lavoro di edilizia sia fermo perché l’imprenditore campano che dovrebbe realizzarlo, stanco di essere taglieggiato dalla camorra – da tempo presente in città anche per altri affari con imprenditori parmigiani – si è ritirato per mettersi sotto la protezione delle forze dell’ordine. Così, una cosa che doveva essere fatta, dopo essere costata parecchio, non si fa, non funziona, non c’è. Ripeto, io sono di Parma, ci sono nato e penso a quella città con l’amore che si prova verso una madre, per cui soffro ogni volta che la sento associata a fattacci di mafia, come penso succeda a tutti quelli che vogliono bene a quella città così elegante, nobile e bella. Vale per tutte le città, naturalmente, ma Parma è la nostra, e così noi lo sentiamo di più. Per cui, i casi sono due. O facciamo come gli struzzi, infiliamo la testa per terra e facciamo finta che questo problema non esista ma sia solo la “sparata” di qualche scrittore dalla fantasia noir. Occhio non vede, orecchio non sente, e cuore non duole. O affrontiamo il problema di petto e la mafia – in questo caso la camorra dei casalesi – dalla nostra città la cacciamo via».

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: