di  Mattia Mori
Il sabato in centro scorre distrattamente, e forse in pochi avranno notato che già due volte dall’inizio di ottobre è stato organizzato un banchetto informativo del PIN, Partito Italia Nuova. Ma che cos’è? L’ideatore e fondatore del partito è Armando Siri, ex giornalista, che due anni fa ha dato vita a questo progetto, proponendosi a Milano come sindaco alle elezioni poi vinte da Giuliano Pisapia. L’idea fondamentale del PIN è la semplificazione dello stato, per favorire un nuovo rapporto con il cittadino, il quale si assume le proprie responsabilità di fronte ad uno stato che ha invece pochi doveri, chiari e semplici, che favoriscano, come recita il primo articolo della nuova costituzione da venticinque articoli proposta dal partito, un cittadino: “Libero di autodeterminarsi secondo i propri convincimenti e la propria coscienza”.
“Lo stato – precisa Siri – non è una entità eterea, ma siamo noi e ciò che noi facciamo. Nell’Italia del dopoguerra si è invece trasposta allo stato l’idea di papà e mamma, che curano il proprio figlio, che si abbandona a loro, perdendo certe libertà. La costituzione che regge il nostro paese è piena di cose belle ma irrealizzabili, figlia di uno spirito che voleva accontentare tutti, far si che tutti avessero il potere affinché nessuno lo gestisse realmente, perché dopo il fascismo era diventato un tabù. Ci troviamo così una costituzione astratta, che non descrive la realtà e quindi mente; di cosa si parla con l’articolo 4, il diritto al lavoro? Lo stato deve dare l’opportunità di lavoro, ma non è un obbligo di questo far si che ognuno di noi lavori, perché questo è compito nostro”. L’Italia nuova ha un presidente, che è eletto direttamente dal popolo, e che può essere rimosso in ogni momento, quando la maggioranza dei cittadini ne chiede le dimissioni; questo presidente amministra i campi di competenza dello stato, ossia: scuola, sanità, infrastrutture e trasporti, difesa e sicurezza, ambiente ed energia, turismo e beni culturali. L’Italia nuova ha una diversa politica previdenziale e fiscale, che vede una tassa fissa di un minimo di 3000 euro all’anno, per un massimo di aliquota del 15%, “che è un’aliquota giusta – continua il fondatore del PIN – per cui mi sento felice di fare la mia parte, soprattutto perché vedo immediatamente un ritorno nei servizi. Lo scopo è quello di aumentare al massimo la fascia di popolazione attiva, che oggi è ai minimi storici”. L’Italia nuova ha una giustizia riformata, che si fonda sulla certezza della pena, sull’eliminazione dell’80% delle leggi ‘inutili’ e su un giudizio rapido e veloce, espresso da giudici «che emettano davvero una sentenza in nome del popolo”. “In una democrazia vera –continua Siri – il potere è di tutti, e si lavora per il bene comune. Oggi ci troviamo con un sistema multidecisionale che fa perdere tempo, discute su temi che non vanno discussi perché non sono di competenza statale, ma soprattutto un sistema che pesa sulle spalle dei cittadini. Il PIN vuole eliminare i 50 miliardi di spese inutili, spese dei sistemi di rappresentanza, dei vari enti che vogliamo togliere, affinché sia tutto più semplice e più chiaro, perché siamo studi di discussioni sterili”. Il cambiamento professato è totale, con tanto di costituzione nuova di 25 articoli, “perché quella attuale e astratta e vecchia. Noi vogliamo i referendum propositivi, che portino leggi e non solo che le abroghino, affinché sia davvero il popolo a decidere, e non le varie caste e oligarchie, di cui il parlamento è rappresentante”.
Ma cosa può offrire il PIN a Parma? “La vostra città sta vivendo, in modo più drammatico, quella che è la crisi della politica attuale, che è crisi di un intero sistema. Quando sono venuto a Parma ho sentito una forte amarezza, la gente ci è rimasta male per quello che è successo, anche chi appoggiava ideologicamente l’amministrazione, perché c’è in ballo la fiducia. Il PIN dice ‘accorgiti che è così’ e soprattutto esorta a partecipare, promettendo ciò che possiamo fare, non l’impossibile”.

2 Commenti

    Non leggo nessun progetto, solo un ragionamento da commercialista. Mi sembra una revisione annacquata dei propositi forzisti di qualche anno fa, con una visione bidimensionale e scarsina del futuro del nostro Paese. La razionalizzazione delle spese comunque è programma di ogni partito. Inoltre non collocarsi nè a destra nè a sinistra avrebbe un senso se non seguisse la frase riciclata “noi siamo dalla parte dei cittadini”, uno slogan un po’ patetico e non più efficace. A mio modesto parere, cominciamo male, malissimo… PIN ERRATO (riprova).

    Gentile Marco,
    grazie per il suo parere.
    Il Nuovo Modello proposto dal PIN è concreto e reale, con una proposta chiara di Nuova Costituzione, Nuovo Modello Istituzionale e Nuovo Modello Fiscale.
    Le proposte sono presentate nel dettaglio sul nostro sito http://www.partitoitalianuova.it
    Questo “scoramento” nei confronti delle istituzioni nasce dal fatto che abbiamo delegato moltissime delle nostre responsabilità di cittadini nelle mani di uno Stato che ci ha fatto da papà e mamma per molti anni, in particolare dal 1948, anno di nascita della costituzione attuale.
    Adesso è tempo che il singolo individuo, il cittadino, si riprenda questo potere delegato, perchè non abbiamo più bisogno di uno Stato papà che ci rappresenti, ma di uno Stato che semplicemente e con chiarezza gestisca per noi alcuni servizi, uguali per tutti, su tutto il territorio nazionale, per il Bene Comune. Per il resto tanta libertà e spazio per vivere la propria vita.
    Questa è la reale Sovranità del Cittadino. Questa è la Nuova Democrazia.
    Le auguro una buona giornata.
    Tina Antonelli

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: