di Maria Teresa Improta
Il già fatto ed il da farsi. Con una sintesi sulla situazione della sicurezza in città l’assessore Fecci consegna al Commissario Prefettizio Anna Maria Cancellieri le chiavi di Parma. Il documento, approvato dalla Giunta prima che fosse destituita, contiene tutto ciò che è stato compiuto sinora in città nei settori della Sicurezza Urbana, della Toponomastica, del Decentramento, dei Contenziosi, dei Contratti, della Protezione Civile e della Polizia Municipale e gli indirizzi che Fabio Fecci avrebbe inteso dare a queste politiche se non la Giunta Vignali non fosse crollata. L’assessore entrato in carica dopo il pestaggio di Emmanuel Bonsu esce così di scena lasciandosi alle spalle l’arresto del comandante della Polizia Municipale Giovanni Maria Jacobazzi. Un mandato, il suo, marcato da due eventi che segneranno la storia e la credibilità dei vigili urbani della città ducale. Un’evidenza che l’assessore non tace. Durante i due anni e mezzo trascorsi all’ombra dei Portici del Grano l’assessore infatti afferma che tra i diversi obiettivi prepostisi “uno di questi, fin dall’inizio,  è stato  quello di far sì che  il Corpo della Polizia Municipale, reduce da un brutto momento,  potesse  orientarsi  su un percorso tale da portarlo  a riacquistare, attraverso l’operato dei suoi uomini, dignità e considerazione da parte dell’opinione pubblica, per tornare pienamente ad affrancarsi e guadagnare rinnovata fiducia. Presupposto indispensabile senza il quale mai si sarebbe potuto pensare di poter costruire un lavoro di qualità. Oggi ho ragione di credere che  ci siamo  incamminati su una buona strada”. Eppure Jacobazzi non è ancora stato scagionato dalle accuse di corruzione e concussione. Magistratura a parte proponiamo di seguito un breve resoconto dell’attività svolta dall’assessore alla Sicurezza Fabio Fecci nel corso del suo mandato. Si parte dalle assunzioni che nel solo 2010 hanno fatto registrare l’incremento di 21 agenti e tre ispettori della municipale per poi passare alla miriade di ordinanze in materia di sicurezza urbana (ricordiamo tra le altre il divieto di bere alcolici in piazzale Inzani) varate dall’assessore per “contrastare fenomeni di degrado urbano e disagio sociale”, come si legge nel documento. Con la stessa finalità sono stati sguinzagliati per il centro i vigili di quartiere, installati i gabbiotti della municipale in diverse zone (postazioni fisse spesso vuote con poco riscontro in termini di utenze) e sono stati creati  quattro nuovi nuclei nel comando della municipale: il Nucleo Sicurezza Urbana, il Nucleo Decoro Urbano, il Nucleo Cinofilo, il Nucleo antiviolenza in famiglia. Il fenomeno dell’abusivismo commerciale durante il mercato pare che a Parma non esista più, grazie all’assessore che con diverse operazioni condotte dalla municipale è riuscito, per ora, a scoraggiarlo. Inoltre la guida di Fecci all’assessorato alla sicurezza può vantare il potenziamento della formazione, dell’educazione alla legalità nelle scuole, dei sistemi di videosorveglianza, degli autovelox, degli alcool test. È stato finanche ideato e distribuito il ‘Click’, un allarme portatile che allerta le forze dell’ordine qualora ci si ritrovi in situazioni di emergenza. Una sorta di ‘mi sento sicuro’ elettronico. Un bilancio positivo secondo l’assessore che auspica il commissario prefettizio voglia portare avanti le azioni da lui avviate in questi anni. Fecci consiglia quindi Anna Maria Cancellieri di proseguire sulle sue orme e lascia scritto nero su bianco l’orientamento da adottare nel settore sicurezza illustrando quali progetti dovrebbero continuare ad esistere: videosorveglianza, pattugliamento 24 ore, drug test, alcool test, ‘Click’, formazione e volontari di sicurezza in strada.

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