La sezione di Parma del Partito Comunista dei Lavoratori denuncia in una nota la situazione di estrema precarietà dei lavoratori delle cooperative che operano nel settore ambientale generata dai meccanismi con cui Iren, ed ancor prima Enìa, gestisce gli appalti legati al settore della raccolta differenziata. “Che la situazione nel settore della raccolta differenziata fosse drammatica è tempo che lo denunciamo, ma che fosse arrivata al grottesco nemmeno una “sibilla” poteva predirlo. All’ordine del giorno i nuovi appalti che I.R.E.N., già dal mese di agosto, ha indetto per la gestione  della raccolta differenziata nei lotti cittadini, appalti che hanno visto “trionfare”, al ribasso, le cooperative sociali. Molti di voi diranno, nulla di strano all’orizzonte, se non fosse che per gli operatori delle ditte che   hanno perso i suddetti appalti si prospetta un futuro tutt’altro che roseo, dalla precarietà all’incertezza più nera. Con un colpo da maestro, se cosi si può dire, l’I.R.E.N. aggiudicando alle cooperative gli appalti al massimo ribasso, costringe le suddette ad un margine molto ristretto di guadagno e quindi alla mancata acquisizione (anche se il CCNL del settore ambientale lo preveda), rischio l’implosione, dei sopracitati operatori che lavoravano nelle ditte uscenti dagli appalti in questione. Come si potrà notare la situazione sta raggiungendo un punto critico e mentre le bollette dei rifiuti solidi urbani si gonfiano mese dopo mese a danno degli utenti, l’ex municipalizzata mette in atto a suo favore una politica del ribasso, che non solo compromette la qualità del servizio svolto nei confronti della cittadinanza, ma crea anche precarietà nei confronti dei lavoratori stessi del settore ambientale. Ad oggi una ventina di ex lavoratori Aimeri ambiente srl (ma vale anche per quelli in forza ad altre aziende del settore) non sanno quale sarà il loro futuro lavorativo e se i diritti sanciti dal contratto nazionale del settore verranno rispettati. Noi del Partito Comunista dei Lavoratori condanniamo il sistema “appaltizio” messo in atto dall’ex Enìa  e siamo solidali con la lotta al diritto al lavoro di tutti gli operatori del settore ambientale”.

2 Commenti

    QUANDO HO LETTO QUESTO ARTICOLO HO GIOITO IN UN MODO IDESCRIVIBILI PERCHE SONO PIU DI 20 ANNI CHE CHI RAPPRESENTA LE COOP SOCIALI CIOE I PRESIDENTI INSIEME AD IREN NOSCONDENDOSI DIETRO IL PRINCIPIO DI SOLIDARIETA E RECUPERO DI PERSONE HANNO SCHIAVIZZATO TANTE TANTE PERSONE PROVENIENTI GIA DA PERCORSI POCHI FORTUNATI,IN PRIMIS FATTI LAVORARE SENZA UN CNNL IDONEO AL LAVORO DA LORO SVOLTO,AL MINIMO SULLA SICUREZZA,DISCRIMINATI INCONTINUAZIONE PERCHE GLI SI RINFACCIA IL LORO PASSATO NESSUNA SIGLA SINDACALE CHE PRENDESSE A CUORE QUESTO TIPO DI LAVORO LIMITANDOSI A FARE SOLO QUALCHE INTERVENTO ESSENZIALE NON DICO NEMMENO PER FARE TESSERATI PER QUELLO CI PENSANO I PRESIDENTI,VOGLIO CONCLUDERE SPERANDO CHE CI SIANO PIU ARTICOLI CHE PARLINO DI QUESTI EVENTI PERCHE CON IL RIBASSO VIENE MENO LA SICUREZZA IL SALARIO LA STESSA DIGNITA DI OGNI PERSONA PERSONA

    si lavoro a parma presso una coopsociale e mi so fatto sempre il mazzo,adesso vogliono sempre di piu qualita e quantita ,mai un gesto di gratidutine dai presidenti tranne qualche eccezzione,per i capi sono svantaggiato sulla carta per avere soldi dagli enti,ma su lavoro devo andare altrimenti vengo mortificato affeso e minacciato di essere licenziato,ma per il quiete vivere va bene cosi.ah un grazie a lega coop che non fa un czzzoo per noi

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