Published On: Gio, Nov 3rd, 2011

Continua la protesta dei precari del teatro Regio

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Silvia Avanzini, segretario generale del Sindacato Lavoratori Comunicazione Cgil di Parma ha provveduto a comunicare che “Come sempre il sovrintendente Meli fa orecchie da mercante. La protesta dei lavoratori del Teatro Regio al Farnese ha riproposto, oltre alla questione dei precari storici, il tema dei privilegi, degli sprechi e delle scelte artistiche sostenibili, queste sì in capo al maestro, che costringe il teatro all’inseguimento dei suoi annunci impegnativi. Ad esempio il concerto già in calendario per il 2012 con Abbado o lo Stiffelio della stagione lirica non hanno nessun avvallo del CdA, eppure vengono annunciati come già decisi. Ai budget di spesa chi ci penserà? Quanto ai precari: impropriamente Meli parla di un CdA del 25 maggio favorevole alla stabilizzazione (nel video a onor del vero è più chiaro); in realtà si trattava di un’assemblea con i vertici della Fondazione, chiesta con lo stato d’agitazione permanente dei lavoratori, in cui il presidente si è lanciato su ricapitalizzazione del teatro (parlando di ingresso di Iren!) e precari storici. Da quel momento in poi si sono susseguiti ritardi, tentativi di condizionare la stabilizzazione dei precari all’arrivo delle risorse romane, interrogazioni in Consiglio Comunale sul tema, convocazioni e slittamenti di CdA, tutto condito con la ben nota salsa parmigiana di una giunta in progressiva decadenza. Nonostante tutto, il sindacato e la rappresentanza dei lavoratori – delegazione molto più ampia rispetto a quanto dimostri di conoscere il maestro, composta infatti da almeno sette persone – con la controparte naturale (da statuto), e cioè il segretario generale Carra, hanno avviato il confronto non semplice sui criteri di definizione della storicità. Il presidente parlò infatti di 16/18 precari su una platea di potenziali “sprecarizzabili” più ampia. Come si può immaginare partita non facile la definizione di criteri ad escludendum (stagioni, anzianità, etc.) con una visione restrittiva da parte della Fondazione ed il più possibile inclusiva del sindacato. Sullo stipendio di Meli abbiamo già sprecato troppo fiato e risulta veramente stucchevole l’accostamento a tata e signora delle pulizie. A proposito di torre d’avorio”.

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