Tagli e sforbiciate si fanno sentire anche in carcere, anzi soprattutto in carcere. La Fns Cisl denuncia le precarie condizioni igieniche del carcere di via Burla in cui: “Da circa due mesi manca il prodotto per lavare i pavimenti, la candeggina, la carta igienica e persino il sapone per le mani. Nonostante gli sforzi della direzione i tagli oramai rendono impossibile anche il rifornimento dei prodotti “di base””. Il che influenza  e mette a serio rischio la salute di guardie e detenuti. Come spiega il sindacato in una nota infatti “all’inizio dell’anno in corso, un agente di polizia ha contratto la tubercolosi. Si pensi che a conferma di quanto la tubercolosi in carcere rappresenti una rischio concreto per lavoratori e detenuti, recenti studi, affermano che una persona in carcere rischia di ammalarsi di Tbc 23 volte di più di un qualunque cittadino libero e ha un rischio 26 volte maggiore di avere la Tbc latente (la forma asintomatica in cui il batterio che causa la malattia non si manifesta se non dopo molti anni). Si arriva alla preoccupante asserzione che un caso su 11 di tubercolosi diagnosticato nella popolazione generale è attribuibile a un qualche contatto intervenuto con la popolazione carceraria. L’attuale drammatica situazione igienica non è più tollerabile. La politica dei tagli lineari operata dall’attuale governo sta rischiando di provocare danni irreparabili per la salute e la sicurezza dell’intera comunità”.

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