Published On: Ven, Dic 16th, 2011

ATTUALITA’ – Candidati e centrosinistra, Arillo: “Non sono primarie farlocche”

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di Enrico Arillo

Sono stati ufficialmente annunciati tutti i nomi dei candidati alle primarie della coalizione del centrosinistra che sono Vincenzo Bernazzoli e Nicola Dall’Olio appoggiati dal Partito Democratico, Giuseppe La Pietra indipendente appoggiato da movimenti e da Sinistra Ecologia e Libertà ed infine Simone Rossi. Primarie che dovevano rappresentare, vista la disastrosa esperienza con le passate amministrazioni, una svolta; un grande, democratico e partecipato dibattito in cui gli elettori e gli aspiranti eletti, alla pari, potessero confrontarsi sui programmi, sul modo di far politica e di amministrare questa città. Un cambio di rotta forte e deciso per il bene di Parma e soprattutto per riparare i grandi errori fatti in passato. Ma purtroppo, dopo il grande entusiasmo iniziale, si sono rivelate una mossa politica di “marketing” con valenza più di sondaggio che una reale volontà di partecipazione dal basso.
In particolare il Partito Democratico, che da sempre più l’idea di voler perdere una partita che tutti in città la davano vincente, si è misurata più sui sondaggi di popolarità (ma non di gradimento) del presidente della Provincia piuttosto che il reale pensiero della maggioranza dei cittadini, quasi per voler alzare ancora di più il muro che il centrodestra ha alzato tra la politica e gli elettori. Mesi fa, durante l’apice delle proteste sotto i Portici del Grano, ero convinto che se si perdevano di vista gli obiettivi di rinnovamento si rischiava fortemente di far sì che tutto cambiasse all’apparenza ma in sostanza rimanesse uguale. Era quella la vera sfida delle primarie, cambiare tutto sia in apparenza sia, soprattutto, sulla sostanza. Una politica a beneficio della collettività e non dei soliti noti, come purtroppo è avvenuto dal 1998 ad oggi. Sono conscio che la politica a Parma sia controllata e, in molti casi comandata, da poteri economici e da persone fuori dai riflettori che vogliono solo cambiare le facce ma non lo status quo, ma avevo la convinzione che i partiti ed i politici non potessero sottovalutare quella grande partecipazione popolare e che realmente qualcosa potesse cambiare. Purtroppo i fatti, da un lato, mi hanno dato ragione e, dall’altro, mi hanno smentito. Le paure che avevo si sono rivelate esatte ma nel contempo non si è riuscito realmente a dare lo scossone necessario per il cambiamento ed è su questo che più mi interrogo e più mi incolpo. Pagliari, capogruppo del Partito Democratico nella vecchia opposizione in consiglio comunale, ha dovuto rinunciare alla sua giusta investitura come candidato forte del PD per queste vecchie logiche di partito. Addirittura in più di una intervista, dopo questo suo passo indietro, ha polemizzato su questo argomento con i vertici locali del Partito Democratico chiosando: “La politica è impegno civile, non carriera”, “la politica è altro rispetto ai sondaggi”, ” La scelta per la guida della città deve essere di netta rottura con il passato, rottura con i poteri forti che hanno consentito dal 1998 a ieri una politica cittadina che ho sempre combattuto”.
E per finire: “Il candidato sindaco deve garantire una totale discontinuità con il passato ed è evidente che in città è in atto il tentativo che tutto (apparentemente) cambi perché niente cambi”, a sottolineare le paure che molti di noi avevano espresso nei mesi caldi delle proteste a Vignali & C. e che immancabilmente si sono avverate.
Io sono ancora convinto che queste primarie non siano “farlocche”, come sostenuto da molti detrattori,  e sono ancora fermamente certo che lo status quo si possa ancora modificare in vantaggio di una “sostanza” capace realmente di mettere al centro il cittadino e i suoi bisogni, a vantaggio di trasparenza e onestà nell’amministrare una città che potrebbe essere ai vertici di sostenibilità e che sia realmente ai massimi come vivibilità. Ma per ottenere questo c’è la necessità di un impegno da parte di tutti; da un lato, i partiti devono fare un serio esame di coscienza per abbandonare una via torbida e invertire la rotta creando una vera alternativa, e dall’altro i cittadini devono cominciare a partecipare seriamente e con impegno alla vita politica della città, smettendo di delegare in maniera cieca e sorda la politica ma prendendo decisioni e soprattutto nette posizioni. Solo in questo caso potremmo raggiungere una democrazia veramente partecipata che è l’unica soluzione alla crisi politica e sociale che sta investendo tutti noi.

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