Published On: Mer, Feb 1st, 2012

IL COMMENTO – Le primarie a Parma, sconfitti e vincitori

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di Enrico Arillo

Le primarie a Parma, al contrario di tutto il resto d’Italia, non sorprendono e non sfondano. Come da pronostico vince, ma non nettamente come previsto, Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia in carica, uomo forte e navigato del PD. Buoni risultati comunque per lo sfidante interno al PD Nicola Dall’Olio con un 36,24%, risultato insperato all’inizio della competizione ma forse un po’ inferiore alle aspettative in riferimento al grande entusiasmo che si era andato a creare negli ultimi giorni.

Primarie certamente vere e combattute che però non hanno convinto l’elettorato, infatti solamente 8330 parmigiani (neanche il 6% degli aventi diritto) si sono recati nei seggi. Dopo il terremoto giudiziario che ha investito il Comune di Parma ci si aspettava un boom di votanti. Le ragioni sono molteplici e comunque è un dato che deve preoccupare la coalizione poiché rende ancora più incerta la vittoria alle amministrative. Sicuramente la candidatura calata dall’alto di Bernazzoli, in virtù di un sondaggio in pieno stile Berlusconiano, unitamente alle aperture fatte dai democratici alla Guarnieri e ai “civici” hanno inciso non poco, allontanando tutti quelli che realmente speravano in un cambio di rotta drastico rispetto al passato. La sensazione è che le logiche di partito ed in particolare gli interessi economici abbiamo giocato un ruolo determinante in questa scelta.

Altro nodo spinoso, che può aver contribuito alla scarsa partecipazione, è anche il risultato dei 3 outsider: Simone Rossi (indipendente) ha raccolto 725 voti (8,75%), 358 (4,32%) e 187 (2,26%) rispettivamente per Giuseppe La Pietra (SEL) e Gianpaolo Cantoni (PSI). Numeri estremamente inferiori alle 1000 firme che hanno dovuto raccogliere per potersi presentare. Probabilmente non si saprà mai se chi ha sottoscritto queste candidature sia andato in vacanza oppure ci sia stato un netto cambio di opinione rispetto ai programmi e alle persone.

Non può gioire, in fondo, neanche il PD nonostante abbia ottenuto in totale l’84,64% dei voti. L’inatteso risultato ottenuto dallo “sconosciuto” Dall’Olio, sostenuto dalla base del PD, contro il gigante Bernazzoli, sostenuto dai vertici politici, non può non mettere in discussione la compattezza del Partito Democratico. Lo sfidante ha incentrato tutta la campagna elettorale su un programma solido e alternativo che ha realmente stravolto, nella sostanza, il vecchio modo di amministrare la città lanciando un progetto di sostenibilità urbana all’avanguardia, riuscendo a coinvolgere chi, nel partito e al di fuori, non ritiene minimamente Bernazzoli il candidato giusto per il cambiamento. Questo risultato ha aperto sicuramente degli interrogativi interessanti su come i democratici saranno in grado compattare tutti attorno al Presidente della Provincia e soprattutto se quest’ultimo sarà in grado di recepire la voglia di cambiamento ed un programma innovativo portato avanti da Dall’Olio. All’apparenza sembra che regni la pace, ma possiamo scommettere che ne vedremo delle belle sotto questo frangente.

Quello che è certo è che con questo risultato è aumentato il mal di pancia di molti dei possibili elettori che probabilmente migreranno verso Rifondazione Comunista  o verso il Movimento 5 Stelle.

Insomma queste primarie, pur non avendo inciso realmente sul destino politico della città, hanno dato ottimi spunti di riflessione ed evidenziato grossi problemi interni al centrosinistra che necessariamente dovranno essere risolti prima di maggio. La corsa verso la fascia tricolore è iniziata.

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