Raggiungere un consenso sul dossier siriano al Consiglio di Sicurezza dell’Onu “e’ ancora possibile”: ad aprire uno spiraglio dopo i ripetuti ‘niet’ alla nuova bozza di risoluzione contro il regime di Damasco proposta dalla Lega Araba e’ la Russia, ultimo grande alleato sul piano internazionale del presidente Bashar al-Assad. “Crediamo che un consenso sulla Siria tra i membri del Consiglio di Sicurezza non sia solo necessario, ma possibile”, ha detto l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, durante la discussione, ieri sera al Palazzo di Vetro, sul nuovo testo di risoluzione che chiede le dimissioni di Assad a favore del suo vice. L’inviato russo ha comunque ricordato che il Consiglio non ha il potere di dettare la politica interna ad alcun Paese: “Rifiutiamo qualsiasi approccio basato su sanzioni, ogni tentativo di usare gli strumenti del Consiglio di Sicurezza per alimentare conflitti, per giustificare un eventuale intervento militare straniero”. L’anno scorso la Russia aveva dato il via libera, astenendosi dal voto, alla risoluzione che apri’ poi la strada alla guerra in Libia e alla conseguente caduta di Muammar Gheddafi. E’ proprio questo lo scenario che il Cremlino, dove si prepara a tornare Vladimir Putin, vuole evitare a tutti i costi.

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