Published On: Mer, Feb 1st, 2012

POLITICA – Bernazzoli vince le primarie, Libera Cittadinanza: “Abbiamo perso tutti”

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di Diego Gustavo Remaggi

Con 8336 schede scrutinate si sono chiuse le primarie del centro-sinistra, destinate ad eleggere il candidato alla corsa finale per la carica di nuovo sindaco di Parma. Alla fine è andato tutto come previsto, chi aveva scommesso su Bernazzoli ha fatto centro.

La scorsa domenica ha rappresentato “una bella pagina di democrazia partecipata della nostra città”, commenta a caldo il neo eletto, il cui programma – ribadisce -, è quello di “realizzare una piena e condivisa unità all’interno del centro-sinistra e di continuare con il grande progetto di ascolto, coinvolgimento e di partecipazione”. Così, mentre lui e Nicola Dall’Olio, uscito sconfitto ma a testa alta, – considerando che questi sono stati i suoi primi passi nel mondo della politica -, brindano per il risultato ottenuto, c’è chi inizia a preoccuparsi per quello che succederà. “Abbiamo perso tutti – sostiene laconica Maria Ricciardi di Libera Cittadinanza – è brutto vedere che il centro-sinistra non sia riuscito a motivare la gente ad andare a votare”. In effetti le previsioni degli organizzatori sono state forse troppo ottimistiche, immaginando seggi in cui si sarebbero dovute riversare almeno 11mila persone. Non è andata così. Anzi, la vittoria di Bernazzoli, seppur comprensivamente attesa, non è stata nemmeno poi così netta, attestandosi su un 48,4% degli elettori, seguito dal 36,2% ottenuto da Dall’Olio. “Alla fine abbiamo brindato assieme, nonostante ci fossero tanti musi lunghi – commenta l’ex-consigliere comunale Pd Giuseppe Massari, sostenitore di Dall’Olio -, ma non dovevamo essere noi ad offrire lo spumante!”. Fresco della presentazione di Parma Unita, l’ex-assessore allo sport Roberto Ghiretti stringe “virtualmente” la mano al vincitore e commenta: “Raccogliere il 48,4% dei consensi è un dato lontano dai numeri plebiscitari che qualcuno si aspettava e mostra la difficoltà generalizzata a compattare il popolo del centrosinistra. Il fatto che l’altro candidato del Pd abbia convinto una larga parte del corpo elettorale conferma, da una parte, che all’interno del principale partito di centro-sinistra si è aperta una positiva dialettica interna, ma dall’altra rinnova il problema delle scelte non condivise e di una base che non si riconosce nei vertici”. “Non c’è stata una grande coesione per creare una seria alternativa al vincitore – commenta la Ricciardi -, se Dall’Olio fosse stato più libero avrebbe potuto ottenere un successo ancora maggiore”. Aveva ragione Maurizio Chierici quando disse che sarebbe servito un unico candidato “anti” Bernazzoli? Secondo Massari sarebbe stato un po’ come “mischiare le mele con le pere, le ipotesi di Rossi, ad esempio, erano ben lontane dalle nostre, lui faceva pura demagogia”. I dati però parlano chiaro, sommati i voti dell’outsider del Pd e quelli degli altri tre candidati (La Pietra, Rossi e Cantoni), adesso avremmo potuto parlare di uno scenario del tutto inedito. Tornando alla realtà, i fatti sono ben diversi. “Considerato che si tratta della mia prima esperienza politica non posso ritenermi deluso – commenta Giuseppe La Pietra -, in ogni caso spero che i punti chiave del mio programma, etica legalità e laicità, vengano visti come una preziosa risorsa dal candidato sindaco. Ribadisco la mia volontà di rimanere a disposizione della coalizione di centro-sinistra, per lavorare insieme a un progetto che rilanci Parma dopo la disastrosa esperienza del centro-destra”.

Il Pd è dunque alla guida delle prossime elezioni comunali per conto di gran parte della sinistra. L’apertura al centro sembra una possibilità sempre più vicina e per nulla “disdicevole”, almeno sentendo le dichiarazioni dei diretti interessati. L’ipotesi Guarnieri è una carta che potrebbe permettere di vincere, “non ci vedo niente di male – commenta Massari -, ad aprire la porta a chi è stato con noi all’opposizione per anni. Il centro? Attualmente non esiste, è bolso”.

Certo è che la “sorpresa” Dall’Olio sta facendo pensare, ha raddoppiato i consensi ricevuti alla presentazione della candidatura ed è stato l’unico a tenere veramente testa a Bernazzoli. Continuerà la sua esperienza politica? “Il presidente della provincia ha detto più volte di sposare tante idee politiche di Dall’Olio – conclude Massari -, e anche noi siamo sicuri di non voler disperdere ciò di buono è stato costruito in campagna elettorale”.

La corsa finale per il Municipio non sembra poi così scontata, tanto più che resta ancora l’incognita di chi si candiderà per il centro-destra, chi avrà il via libera di iniziare la campagna dopo il congresso provinciale del Pdl (che ha definito le primarie del centro-sinistra come uno “spettacolo da circo”) guidato da Villani e Moine e quali saranno le ipotetiche alleanze in previsione del 6 maggio prossimo.

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