“Comunque vada è un processo storico”. Così il pubblico ministero Raffaele Guariniello nell’aula a Torino dove è attesa la sentenza del processo Eternit. “E’ il più grande processo nella storia e nel mondo – ha spiegato – in materia di sicurezza sul lavoro. E dimostra che un processo si può fare. Bisogna lavorare per dare giustizia e su questo abbiamo avuto aiuto da quasi tutte le istituzioni”. Secondo il magistrato “siamo di fronte a una grande ingiustizia internazionale: ci sono Paesi in cui se si tocca l’amianto bisogna farlo con lo scafandro altri in cui ancora si tocca con le mani”.
Per le 13.15 di oggi, in un’aula gremita di avvocati, giornalisti e fotoperatori, la corte presieduta dal giudice Giuseppe Casalbore pronuncerà dunque la sentenza di primo grado. Nella maxi aula 1 del Palazzo di Giustizia c’è anche il procuratore capo, Gian Carlo Caselli seduto vicino al pm Guariniellio, Gianfranco Colace e Sara Panelli che in questi anni hanno sostenuto l’accusa. Fuori dal palazzo sono in tanti ad aver raccolto l’invito a partecipare al presidio promosso dall’associazione Voci della Memoria di Casale Monferrato.

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