Mitt Romney puo’ tirare un respiro di sollievo. Dopo la scoppola del mese scorso, l’ex governatore del Massachusetts conquista le primarie dell’Arizona e del Michigan e si rilancia come frontrunner nella corsa per la nomination repubblicana. Ha battuto Rick Santorum, che lo aveva umiliato in Colorado, Missouri e Minnesota. Un affermazione netta in Arizona, ma molto piu’ risicata nel Michigan 41% a 37%.  ‘Mittchigan’, come lo hanno ribattezzato su Twitter, ha evitato l’umiliazione di perdere in casa propria, dove suo padre è stato eletto governatore per tre mandati, ma si tratta di uno scarto minimo che non fuga del tutto i dubbi che i leader del partito nutrono nei suoi confronti. Ora Romney è chiamato a confermare la sua leadership tra sette giorni, al ‘Supertuesday’, quando si votera’ in 10 Stati, alcuni di questi nel profondo sud, dove Newt Gingrich sta battendo il terreno da settimane. A preoccupare i piani alti del partito repubblicano la scarsa presa che Romney ha nei confronti del ceto medio, di chi guadagna meno di 100 mila dollari all’anno. La fascia elettorale che nel resto d’America rappresenta la stragrande maggioranza della popolazione.

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