Published On: Ven, Mar 16th, 2012

ATTUALITA’ – Incredibile, parlano (Ghiretti e Roberti) ancora di opere faraoniche

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di Marcello Frigeri

Nel bilancio di previsione del 2012 stilato dal commissario Ciclosi, tra tasse, imposte e tributi speciali, saranno oltre 137 i milioni che il Comune di Parma pretenderà dai suoi cittadini. Lo stesso dicasi nel 2013 (137.208.000 mln) e nel 2014 (137.107.000 mln): nei prossimi tre anni, insomma, le entrate tributarie di Piazza Garibaldi saranno incrementate del 37% rispetto al 2011, una tagliola per le tasche dei cittadini;  sempre secondo i dati forniti dal commissario, in questo triennio dobbiamo scordarci opere pubbliche faraoniche e grandi spese. Nel programma 2012-2014, infatti, sono previsti soltanto piccoli rifacimenti e modeste riqualificazioni: si parla di rotonde, rotatorie, lavori per la Villetta, per il cimitero di Marore e piste ciclabili. L’opera più importante in termini di costo sarà l’intervento sulla scuola Racagni, del valore di 8 milioni di euro, ma soltanto nel primo dei tre anni. Cosa ci dice il bilancio? Un dato abbastanza esplicito: non ci sono soldi. La disponibilità finanziaria di questo 2012, infatti, è di 32 milioni. Ancora meno nel 2013 (12 milioni) e nel 2014 (sempre 12 milioni). Una eredità della crisi economica e dei debiti comunali, secondo Ciclosi cumulabili in 400 milioni tra Comune e partecipate. Il tutto va a sommarsi con le dichiarazioni rilasciate da Iotti, ex consigliere comunale piddino, al nostro settimanale non meno di 3 mesi fa: “Siamo costretti a mantenere quello che abbiamo senza aumentare i servizi al cittadino; si prospettano, di fatto, 3 anni di blocco totale del Comune: non si dovrà spendere niente e non fare nessuna opera pubblica se non quella di ordinaria amministrazione”.  Eppure ancora oggi è incredibile come i politici riescano a parlare di grandi opere per il futuro della città, attività che i maligni derubricano come “promesse elettorali in vista della amministrative”. È accaduto con il candidato Ghiretti (Parma Unita), ex Giunta Vignali, che recentemente ha definito “irrinunciabile” la realizzazione della via Emilia bis, famosa strada che decongestionerebbe il traffico tra Parma e San Prospero (assicurati i voti dei suoi abitanti). Lo stesso Aiello, al tempo del suo assessorato, durante un consiglio di quartiere a San Lazzaro cui era presente anche Ghiretti, qualificò la via Emilia bis come un sogno, un’opera faraonica “irrealizzabile”, proprio per l’altissimo costo: 30 milioni di euro più diversi anni di lavoro. Contrapposte alle idee di Ghiretti sono quelle di Roberti (Parma Bene Comune), che alla via Emilia bis preferirebbe “Una metropolitana leggera”, una ‘operetta’ realizzabile tra Parma, Piacenza e Reggio che interesserebbe i quartieri artigianali di Mancasale, Campegine, Calerno, Gattatico, S. Ilario, Barilla e zona Sorbolo, Quartiere Spip, Paradigna, Ente Fiere, Cepim, Fontevivo/Fontanellato, Fidenza, Fiorenzuola, Alseno, e Piacenza. Con quest’opera si avrà “Meno traffico e meno inquinamento”, ha affermato la candidata sindaco, che al disegno, tuttavia, non ha aggiunto le ipotetiche spese. Ma considerando la tagliola sulle opere pubbliche alla quale Parma è stata condannata, e che dunque non permette realizzazioni di questo tipo (a meno di non indebitare ulteriormente la città), resta da chiedersi se questi progetti finiranno nel cassetto delle idee a mummificare una volta concluse le amministrative di maggio. Come, del resto, la maggior parte delle promesse in tempo di elezioni.

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  1. federico ha detto:

    Certo che se non rientrano i soldi di GreenMoney & C. è dura perfino accendere la luce negli uffici comunali…

  2. fra64scren ha detto:

    Non c’è bisogno di costruire una metropolitana leggera fra Reggio e Piacenza (perchè Modena esclusa?).
    Non bisogna infatti dimenticare che con la costruzione dell’alta velocità fra Bologna e Milano, sono stati liberati i binari della vecchia linea ferroviaria, che quindi può sopportare il doppio dei treni che vi transitavano prima.
    Il fatto che i treni siano invece diminuiti (vedi tratta Parma- Genova)è soltanto affermazione da disfattisti, così come il sostenere che il costo dei biglietti è aumentato (colpa delle Regioni interessate, che non danno più il doveroso contributo ai treni regionali o interregionali).
    Non c’è spettacolo più bello cui assistere che quello del passaggio del treno ad alta velocità, in aperta campagna, silenzioso, filante, flessuoso come un serpente, talmente veloce da far sembrare ferme le autovetture che corrono sulla adiacente autostrada!
    Non valeva la pena di spendere 70 od 80 miliardi di Euro per una simile meraviglia? Cosa sono pochi Euro in più per un miserabile percorso regionale o interregionale di fronte alla possibilità di andare da Milano a Roma, o viceversa, partendo all’ora di colazione ed arrivando prima dell’ora di pranzo? E con il telefonino di ultima generazione che può collegarsi ad Internet per tutto il viaggio?
    Cosa significa dover aspettare almeno mezz’ora a lato del binario prima che passi un treno ad alta velocità? Il traffico aumenterà, col tempo, con lo sviluppo del Paese, caricheremo i TIR sul treno a Roma ed in poche ore li scaricheremo a Bologna, o a Milano, liberando le strade (e le Autostrade? Tanto, se il traffico diminuisce ne avremo doppio vantaggio, meno lavori di manutenzione per ridotta usura e meno probabilità di incidenti, mentre le tariffe aumenteranno ).
    E poi da Milano li faremo andare fino a Kiev, sul corridoio 5. Magari, in una notte potremmo portare le arance da Palermo a Kiev!!! Speriamo che in Val Susa smettano presto di frapporre ostacoli e si diano invece da fare per aumentare la produzione di beni da caricare sui beneamati Treni ad Alta velocità da spedire a Kiev o a Lisbona
    Per le altre possibilità vedremo!

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