Published On: Gio, Mar 29th, 2012

Fecondazione assistita: la “grande fuga” continua

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Complici le restrizioni della legge 40, ma anche una scarsa informazione, sono sempre di piu’ le coppie che scelgono di recarsi all’estero per inseguire il sogno di un bambino: oltre 4.000 coppie nel 2011.  Sono i dati contenuti nella quarta indagine dell’Osservatorio sul turismo procreativo, presentata oggi a Roma. Delle coppie che emigrano, la meta’ ricorre alla fecondazione eterologa, vietata in Italia, ma il restante 50% sceglie di migrare anche se deve sottoporsi a trattamenti disponibili nel nostro paese. A tre anni dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla Legge 40, sottolinea il rapporto, i pazienti evidentemente non hanno sufficienti informazioni sulle modifiche della normativa e sui divieti ancora in vigore. Cosi’, in mancanza di notizie certe, decidono di andare all’estero, dove gia’ a partire dal 2004 molte coppie italiane hanno potuto realizzare il loro desiderio di genitorialita’. L’indagine e’ stata condotta su 39 centri esteri in 21 paesi europei ed extraeuropei, un numero significativo di strutture fra quelle maggiormente frequentate dai pazienti italiani. L’Osservatorio ha preso in considerazione le mete piu’ gettonate del turismo procreativo: Spagna, Svizzera, Austria, Belgio, Danimarca, Grecia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Ungheria. Per ogni centro e’ stata valutata la presenza di italiani fra i pazienti e il tipo di trattamento richiesto (fecondazione omologa o eterologa). La Spagna rimane la meta preferita per le coppie infertili italiane, cosi’ come aveva messo in evidenza la scorsa indagine dell’Osservatorio. Sono stati circa 950 i pazienti italiani che si sono rivolti agli 8 centri che hanno risposto al questionario per trattamenti di eterologa. Madrid e Barcellona si confermano le citta’ d’elezione per chi deve ricorrere alla donazione di gameti, in special modo quella di ovociti. La legislazione spagnola permette infatti sia la donazione di gameti sia quella di embrioni. Pochi, al confronto, i trattamenti omologhi registrati dall’indagine: circa 500. In seconda posizione si conferma la Svizzera, con un flusso di circa 630 italiani che richiedono la fecondazione eterologa.
  Altro capitolo e’ quello della maternita’ surrogata, o “utero in affitto”, esplicitamente vietata dalla legge 40 e tema molto delicato per le possibili ripercussioni legali una volta tornati in Italia. Eppure il fenomeno c’e’, anche se dai numeri limitati: secondo il rapporto nel 2011 sono state almeno 32 le coppie italiane che hanno richiesto maternita’ surrogata nei centri contattati.

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