Published On: Ven, Mar 2nd, 2012

FOCUS – Malumori interni a Sel, il circolo di Fidenza in “rivolta”

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di Diego Gustavo Remaggi

Un normale litigio in famiglia? L’assemblea del 20 febbraio scorso, in casa Sel, ha provocato un vivace scompiglio, non solo all’interno del partito ma anche sulla stampa locale, tra dati ufficiosi, interpretazioni, verbali, commenti. Movimenti interni hanno da sempre contraddistinto la vita dello schieramento guidato da Vendola, basti pensare ai transfughi Verdi e Socialisti, che sebbene abbiano avuto un ruolo fondamentale nella costituzione del partito, hanno poi portato a rotture non rimarginabili. Con le primarie chiuse ormai da un mese, a Parma, Sel si è presa un momento di riflessione, non tanto per giudicare il risultato di La Pietra, che già commentò ribadendo la sua volontà di rimanere a disposizione della coalizione di Centrosinistra, quanto per scegliere con quale sinistra stare. Tra i possibili abbinamenti, quello con il Pd di Bernazzoli era forse il più probabile. É piaciuto a molti ma non a tutti, e per questo si sono create le irrequiete voci di corridoio che hanno  tacciato di inquietudine il direttivo parmigiano di Sel. Federica Barbacini, coordinatrice provinciale, non ci ha messo molto però a calmare le acque, tanto che ha ritenuto opportuno dare comunicazione ufficiale della decisione presa durante l’ultima assemblea: “Il mantenimento del percorso interno alla coalizione di centrosinistra, in appoggio al candidato sindaco Vincenzo Bernazzoli”. “Abbiamo avuto una assemblea federale lo scorso lunedì – dichiara con fermezza la Barbacini – in cui abbiamo discusso e messo sul tavolo tutte le possibilità che potevano esserci e la discussione ha portato, alla fine, al raggiungimento di una larghissima maggioranza con cui abbiamo deciso di seguire il progetto del centro sinistra”. Sarebbe stata proprio questa maggioranza a creare dissapori interni con qualcuno che sbatte la porta, e qualcun’altro, forse, che non è per niente contento della scelta e pone quesiti. Presente all’assemblea federale parmigiano di Sel anche il segretario regionale Giovanni Paglia: “Sono uscite delle dichiarazioni un po’ fuori dalle regole – commenta -, ma siamo qui per dire che un dibattito interno al partito è assolutamente fisiologico. Certo che quando si leggono certi titoli come ‘spaccatura alla base del partito’ viene quasi da ridere, quando una maggioranza è così schiacciante è evidente che nella notizia non vi è alcun fondamento”. Quello che Paglia non riesce a comprendere è l’interpretazione, a suo dire, errata dell’assemblea: “A me è sembrata tranquilla, una normale discussione all’interno di un partito è normale che ci sia, sarebbe stravagante se una forza politica come Sel non si interrogasse sugli esiti delle primarie, e sull’ipotesi di allargamento al centro da parte della coalizione. Sono gli elettori poi a definire se una coalizione è orientata al centro o a sinistra”. La vicinanza di Bernazzoli alla Guarnieri evidentemente preoccupa, è come una condizione di malessere che, forse, si è impossessata di Sel in quell’infausto 20 febbraio. “Ci accusano di essere vicini al centro – commenta piccata la Barbacini -, ma bisogna capire cosa sia il centro. Parma Bene Comune dice di guardare ai cattolici moderati. Ma quali? Stesso discorso vale per gli imprenditori, dicono di essere aperti ad un tipo di imprenditoria “onesta”, quella che viene da noi allora cos’è? Disonesta? Loro hanno prospettive molto radicali, infatti sono stati affiancati da un’ala come quella di rifondazione comunista. Sembra che chi è al di fuori di loro si avvicini solo a determinati ambienti disonesti”. Il matrimonio con Parma Bene Comune allora non s’ha da fare, ci ha già pensato qualcun altro a sposare le sue idee ed appoggiare il loro candidato, di certo Sel si è appoggiata al “più forte” ma nel caso di una forte virata in territorio Guarnieri, ed è lo stesso segretario regionale a dirlo, ci potrebbe essere un “ripensamento”. Nel frattempo la coordinatrice provinciale si affretta ad ufficializzare la costruzione di un’alternativa con il centro sinistra, mantenendo però un’aria possibilista: “Non chiudiamo le porte alle forze che stanno a sinistra e che in questo momento stanno facendo il loro percorso. Fino all’ultimo momento speriamo di trovare un accordo per poter collaborare all’interno del percorso”. A preoccupare è soprattutto la politica “personalistica”, secondo la maggioranza di Sel, “fare una politica di scontro verso una persona, non paga”. Non resta che attendere maggio.

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