Prima di lasciare l’Avana, Benedetto XVI ha ringraziato ieri sera il cardinale Sean O’Malley, arcivescovo di Boston, per aver finanziato la costruzione del nuovo seminario intitolato ai santi Carlo e Ambrogio, che sorge a 15 km dalla capitale. Una generosita’ che acquista particolare significato se si considera che O’Malley per non sottrarre fondi alle attivita’ di evangelizzazione e promozione umana della sua diocesi, ha voluto indennizzare le vittime dei preti pedofili (protetti dal predecessore Bernard Law) vendendo la residenza arcivescovile e ritirandosi a vivere nel seminario locale di Boston.  Campione della lotta alla pedofilia, O’Malley e’ in questi giorni all’Avana in occasione della visita di Benedetto XVI.  Frate cappuccino, l’arcivescovo di Boston e’ uno dei porporati piu’ vicini al Pontefice che nei mesi scorsi ha voluto affidargli la visita apostolica in Irlanda. Ieri Benedetto XVI ha incontrato Fidel Castro ed e’ stato “intervistato” dal lider maximo su temi religiosi. Poi ha parlato dell’embargo. “Misure economiche restrittive imposte dal di fuori del Paese pesano negativamente sulla popolazione”. Lo ha detto il Papa, nel discorso di addio pronunciato all’aeroporto dell’Avana, rinnovando cosi’ al termine del suo viaggio la condanna vaticana dell’embargo Usa a Cuba. Parole, pero’, che fanno seguito all’auspicio dell’avvento di una reale democrazia, nella quale, ha scandito, “nessuno si senta impedito a prendere parte a questo appassionante compito, per limitazione delle proprie liberta’ fondamentali, ne’ si senta esonerato da esso, per negligenza o carenza di mezzi materiali”.

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