Published On: Ven, Mar 16th, 2012

POLITICA II – Facce vecchie e politiche passate. Siamo a Parma

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di Enrico Arillo

In controtendenza rispetto al resto d’Italia, dove il vento di rinnovamento si fa sempre più forte, a Parma avanza solo il “vecchio”. Mentre, ad esempio, a Genova vince un professore universitario quasi sconosciuto, a Parma i nomi della politica sono sempre quelli stessi che da decine di anni monopolizzano la scena e le poltrone: Vincenzo Bernazzoli, Elvio Ubaldi, Roberto Ghiretti come candidati sindaci e Maria Teresa Guarnieri come ago della bilancia; il tutto aspettando le mosse del Pdl locale sempre più lacerato da divisioni interne.
Situazione che sembra dettata più da interessi politico-economici piuttosto che da un reale amore verso questa città martoriata dalle passate amministrazioni; un quadro assurdo, unito alle alleanze che si stanno definendo in questi giorni, che sconcerta moltissimi cittadini e che probabilmente terrà molti elettori lontano dalle urne alle prossime amministrative, con buona pace di chi si augura che nulla cambi per poter continuare a fare i propri affari. Incomprensibile è la scelta, da parte di Bernazzoli e del PD, di allargare il dialogo (mettendo di fatto in panchina SEL, IDV e PDCI, storici alleati di coalizione) verso “tutte quelle forze politiche di governo non compromesse dalle passate amministrazioni” scordandosi che la Guarnieri è stata assessore e braccio destro di Ubaldi, giunta che ha preso le decisioni che hanno dato inizio al “sacco di Parma” e che nel contempo hanno creato i presupposti della disfatta vignaliana.

Una decisione che sicuramente allontanerà ancora di più l’elettorato che si pone a sinistra nella coalizione che già ha mal digerito la sua candidatura alle primarie e non ha accettato le sue dure prese di posizione a favore dell’inceneritore e della centrale di biomassa (studi la portano tra le maggiori cause di inquinamento dell’aria). Voti che probabilmente confluiranno su Roberta Roberti appoggiata da Rifondazione Comunista e Parma Bene Comune, Liliana Spaggiari del Partito Comunista dei Lavoratori o su Federico Pizzarotti del Movimento 5 Stelle che quasi certamente supererà la doppia cifra. Stupisce non poco anche la decisione di Ubaldi di concorrere, insieme all’UDC, alla poltrona di primo cittadino.
La sua candidatura, probabilmente molto temuta dagli ex alleati e ora avversari, ha scatenato le polemiche e gli attacchi a 360°  generando siparietti molto interessanti e quasi al limite dell’assurdo, il tutto a danno della cittadinanza. Naturalmente è difficile aspettarsi che gli scontri siano basati sul programma e su argomenti concreti, l’impressione è che tutti cerchino una “verginità” politica e il “povero” Vignali sia solamente il capro espiatorio su cui far ricadere tutte le colpe per distrarre l’opinione pubblica. Verginità che sta rincorrendo freneticamente anche Ghiretti che, con estrema abilità e giocando sul fatto che è l’unico assessore uscito indenne dagli interventi della magistratura, si è messo a fare una crociata contro gli sperperi della passata amministrazione dalla cementificazione al debito; quasi come se si dimenticasse di essere stato per 4 anni in giunta in cui, non solo ha firmato molte delle delibere che lui stesso attacca, ma anche in cui non ha mai preso distanze se non solo dopo gli arresti di Giugno. In una situazione politica drammatica che ricalca in pieno le passate scelte politiche e che veramente non solo non permette di cambiare libro, come auspicato da Pagliari e da tutti noi più volte, ma non permette neanche di cambiare pagina, al massimo qualche riga; gli unici che possono cantare vittoria alla fine sono i cosiddetti poteri forti, quelli che da anni a questa parte nel nostro Comune e nella nostra Provincia fanno il bello ed il cattivo tempo.

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