Published On: Ven, Mar 9th, 2012

POLITICA II – Ubaldi si candida: “Fidatevi di me”

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di Salvo Taranto

“Sono qui per annunciare la mia candidatura a sindaco della città di Parma”: si apre così l’intervento di un Elvio Ubaldi che, sciogliendo immediatamente ogni riserva, ritorna protagonista della politica parmigiana. Un discorso che, nonostante la pacatezza dei toni, sconquassa lo scenario cittadino e rimescola le carte a due mesi dal voto.
“Vi è la necessità di un candidato che riesca ad arrivare in fondo senza perdersi: la necessità di dare a Parma un sindaco come si deve”, dichiara ai giornalisti prima di entrare all’interno della sala dell’Hotel Farnese in cui si svolge la conferenza stampa. E sempre pochi minuti prima di ufficializzare la propria candidatura davanti ai propri sostenitori, Ubaldi risponde alla domanda delle domande, il pesante interrogativo che potrebbe azzoppare la propria corsa elettorale: “Non crede di doversi far perdonare qualche scelta compiuta negli anni precedenti?”. L’ex sindaco non esita un istante e replica: “Certamente. Io infatti parto ammettendo un errore che è quello di cinque anni fa: aver designato Vignali come candidato sindaco. Un errore dal quale mi sono però tirato fuori nell’anno successivo pretendendo che si cambiasse il nome alla lista. Dopo, ci sono stati 4 anni di silenzio e di oblio perché non eravamo più di moda: adesso si torna a ragionare”.
Il candidato sindaco di Civiltà Parmigiana non utilizza giri di parole neanche riguardo alle probabili alleanze con esponenti del centro moderato: “Io rispetto tutti, sono pronto a confrontarmi con tutti, ma non vado particolarmente in cerca di nessuno”. E altrettanto netto è il giudizio nei confronti del Pdl. Porte chiuse, a doppia mandata: “Il Pdl rappresenta quella parte di esperienza politica che, giustamente, la città vuole messa da parte”.
Ubaldi esce dall’ombra dopo mesi di riflessione e corre per vincere, per dare a Parma un primo cittadino che “Non guardi al passato, bensì al futuro”, un sindaco che “Sappia decidere e decida in nome dei cittadini dopo essersi consultato con loro, ma sapendo anche che alla fine deve esserci chi una decisione la prende”. Secondo l’ex presidente del consiglio comunale la città ducale sarebbe caduta in “Una crisi dissennata” a causa dell’incapacità della “Vecchia politica di risolvere i problemi”. Una crisi da cui si può uscire soltanto invertendo la rotta, “Portando Parma ad una nuova dimensione che la faccia diventare un modello di sviluppo a livello nazionale ed europeo”: una città  che, guardando “In direzione del Tirreno e del Brennero” torni a considerare le province limitrofe come il proprio retroterra. “Non mi sono mai sognato di parlare di una Parma da 400mila abitanti, dico che sono pochi: parlo di 3 milioni”, afferma riferendosi alle capacità attrattive parmigiane e lanciando il proprio slogan: “Parma città delle funzioni”.
Davanti ad un pubblico composto da numerosi esponenti della società civile e nessun politico, fatta eccezione per gli alleati Pellacini ed Agoletti dell’Udc, l’ottavo candidato alle amministrative illustra la natura della propria campagna elettorale, definendola “Una corsa solitaria”, “Una battaglia importante da condurre in modo sereno”. “Farò una campagna elettorale per noi parmigiani e non contro qualcuno. Io e Parma – spiega infatti – ci conosciamo: sapete che potete fidarvi di me e che ho sempre mantenuto quello che ho promesso”. Ubaldi sarà, senza dubbio, il principale sfidante di un Bernazzoli che, a questo punto, dovrà faticare molto più del previsto per ottenere la vittoria. Non potevano dunque mancare, nel corso del proprio discorso, gli affondi rivolti ad un centrosinistra contro il quale altri candidati – a detta dell’ex sindaco – non sarebbero stati competitivi: “Qualcuno vuole gettare la città in un grigio passato. Non intendiamo essere – ribadisce – una delle tante città silenziose e ossequiose dietro Bologna”. Alcuni sondaggi (veri o presunti?) lo darebbero al 35%, 2 punti in meno rispetto al presidente della Provincia, altri addirittura a 20 di distanza dal rivale. Ma a prescindere dal reale distacco, il vecchio leone è di nuovo pronto a ruggire per impedire, ancora una volta, che la sinistra conquisti Piazza Garibaldi.

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