Published On: Gio, Mar 22nd, 2012

POLITICA – Inceneritore, la Provincia: “L’appalto? Non l’abbiamo affidato noi”

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di Diego Gustavo Remaggi

La via per la costruzione dell’inceneritore continua a trascinare dietro di sé il peso delle numerose infrazioni che, come falli commessi su un campo di calcio, continuano ad essere fischiati e sanzionati a dovere. Qui però non abbiamo una prova televisiva, o almeno: non ancora. A richiederla, ed eventualmente valutare il da farsi, è direttamente l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (Avcp) il cui scopo è, tra gli altri, quello di garantire la trasparenza e il rispetto delle gare d’appalto. Serviranno circa tre mesi per avere tutto il materiale necessario prima dell’espressione di un giudizio, mentre Provincia, Ato ed Iren avranno venti giorni di tempo per prendere carte, documenti, informazioni utili richies-te da Avcp.
Il “fallo” incriminato deve rispondere a diverse domande legate, ovviamente, alle procedure necessarie
per l’affidamento dei lavori del termovalorizzatore. Come mai, ad esempio, Enìa (attualmente Iren) si aggiudicò l’assegnazione del cantiere senza aver partecipato ad un bando europeo? La legittimità dell’appalto dovrà essere dimostrata senza esitazioni, così come la scelta degli azionisti privati di Iren, il “Preciso valore economico e lo stato di realizzazione dei lavori, nonché le modalità di corresponsione del corrispettivo alla società affidataria”.
Saranno quindi giorni e settimane da trascorrere tra carte e archivi, ricercando firme e permessi. In Provincia, Giancarlo Castellani, assessore all’Ambiente, è sicuro che l’ente di cui fa parte ne uscirà con le mani pulite: “Abbiamo ricevuto la lettera dell’Autorità di vigilanza dei contratti pubblici (Avcp) – sostiene -, e in merito all’affidamento dei lavori del termovalorizzatore di Parma confermo quanto più volte dichiarato pubblicamente e cioè che la Provincia non ha affidato ad Iren l’appalto dei lavori in quanto tale procedura non era e non è di competenza dell’Ente”.
La patata bollente non piace a nessuno, nemmeno al commissario Ciclosi che a gennaio istituì una commissione d’inchiesta per verificare la correttezza delle procedure che hanno portato il Comune di Parma a dire “sì” all’inceneritore di Uguzzolo. La vera intenzione del commissario, stando alle dichiarazioni di un quotidiano locale sarebbe stato l’accertamento di “eventuali profili di non conformità dell’attività tecnico-amministrativa svolta dal Comune di Parma relativamente al Pai e ai principi di rispetto delle norme e della legittimità dell’attività tecnico -amministrativa”. Ciclosi avrebbe dovuto chiarire i risultati della sua indagine e prendere provvedimenti circa un mese dopo. Di mesi però ne sono passati anche più di due e la questione inceneritore, le sue magagne, i suoi errori, continuano a rimbalzare da un campo all’altro.
Certo è che fu l’ente di piazzale della Pace a dare parere positivo sulla Valutazione di impatto ambientale (Via), ma di responsabilità sull’autorizzazione, nemmeno a parlarne, così come confermato da Castellani. Servono gli avvocati Arrigo Allegri e Pietro de Angelis a fare luce sulle fondamenta, in ombra, di un progetto che forse sarebbe dovuto rimanere solo sulle carte.
Sono loro ad aver sempre posto domande, quesiti, paladini di una “trasparenza” (come quella richiesta a gran voce a Ciclosi) che sembra proprio non esserci ancora stata, sono stati loro a rendere nota la lettera che Avcp ha gentilmente consegnato a Provincia, Ato, Iren. Come sono andate allora le cose? “Siamo passati dallo sponsorizzare il progetto come un concentrato di virtù ambientali ad osservare un enorme cantiere salire al cielo sotto l’egida di autorizzazioni fantasma – commenta Gestione Corretta Rifiuti -. Chi ha detto ad Iren fallo? Forse Paperino? Pippo? Qui Quo Qua?”. L’ironia è uno dei modi per sdrammatizzare una situazione che ha sicuramente tinte gialle e fosche, ma da cui traspare anche la volontà di continuare a percorrere una strada per nulla semplice.

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Displaying 1 Comments
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  1. federico ha detto:

    Però la Provincia non dovrebbe controllare l’operato del Comune.
    Bernazzoli, non è che prima con il “non l’ho autorizzato io” e poi “E’ già tanto avanti” ci regala un po’ di tumori e di spese ulteriori da pagare in via diretta o indiretta?
    Grazie

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