Published On: Gio, Mar 29th, 2012

POLITICA – Rossi su Bernazzoli diceva: “Ma questo qui che lavoro ha mai fatto?”. Ora lo appoggia

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di Marcello Frigeri

Simone Rossi, cittadino incazzato di una Parma che periodicamente, durante le elezioni comunali e provinciali, presenta le solite facce da vent’anni a questa parte, era partito bene sin dalle primarie del centrosinistra: adesso basta con questi politicanti di professione, diceva agli elettori stanchi, come lui, di votare per i soliti noti. Un po’ alla Grillo, un po’ alla Vendola, si era presentato come la novità rampante nel palcoscenico rosso del centrosinistra, e pazienza se con modi un po’ burberi, peculiari di un cittadino senza diplomazia. Pane al pane era il suo modo di rapportarsi: quel 9% che lo aveva votato alle primarie, infatti, lo scelse anche perché rappresentava tutto fuorché il “politicante di professione”, termine dispregiativo, da lui coniato, che stava a intendere “chi vive di sola politica”, lontano per idee dalla gente comune. Il programma politico era chiaro quanto semplice: no assoluto al forno inceneritore, perché inquina l’aria e provoca tumori. Chi lo appoggia dimostra solo di essere un pessimo amministratore. Politici come Bernazzoli e Ubaldi? Roba vecchia, trita e ritrita, complici, a suo dire, di avere contribuito al disastro finanziario (Ubaldi) e alla cementificazione della Provincia e del Comune (Bernazzoli). Eppoi, anche fossero bravi amministratori, avrebbero comunque dovuto farsi da parte, perché per Rossi bastano e avanzano 10 anni di pubblico servizio. Poi tutti a casa a fare i bravi cittadini. Web in Consiglio Comunale e persino in Giunta: i parmigiani devono sapere cosa deliberano assessori e sindaco. Sempre a suo dire il centrosinistra doveva disfarsi di qualsiasi personaggio “colluso”
(se il termine è appropriato) con la vecchia amministrazione Ubaldi. A tal proposito così affermava riferendosi alla Guarnieri: “Non mi piacciono i voltagabbana”. Poi, sempre in riferimento alla Guarnieri, chiamava in causa la coerenza: “Perché altrimenti, senza un confronto di merito che tenga conto tanto dei contenuti quanto del passato, non si capirebbe perché il centrosinistra non possa allargare la sua coalizione alla destra di Casapound!”  Democrazia diretta era il motto: per questo non le aveva mandate a dire al Pd, reo lo scorso settembre di aver votato in Consiglio Comunale contro il referendum sull’inceneritore. I parmigiani, creduloni, si fidarono del suo radicalismo, così rivolto verso la società e  poco al potere politico, tanto che alle primarie, come detto, fu il terzo più votato dopo Bernazzoli e Dall’Olio. Risultato soprendente se si tiene conto che allora, per il posto da candidato sindaco, vi erano in lizza quattro partiti (Pd, Sel, Psi e Verdi). Ecco: tolti i democratici lui scalzò tutti con questa ventata, almeno a parole, di riformismo. Non si sa bene che cosa accadde dopo. Probabilmente qualcuno gli fece notare che alle comunali, con il 9% rosicato alle primarie, difficilmente sarebbe entrato in Consiglio. Certamente un’alleanza allargata ai partiti, come Sel e Verdi, nella logica della ‘Unione fa la forza’, avrebbe rafforzato le sue probabilità. Così, plausibilmente, l’idea lo avrà arrapato a tal punto da ribaltarne gli ideali politici.
Fino a qualche mese fa, convintamente, diceva: “Bernazzoli? Ha avvallato la città di Ubaldi e Vignali; si permette il lusso di piantare a metà una carica per la quale la gente l’aveva votato; ma questo qua che lavoro ha mai fatto?”. Oggi gli è alleato, scordandosi (o forse a sua insaputa) che il leader Pd ha un passato da politico più lungo di quello berlusconiano, è pro inceneritore ed è alleato con la Guarnieri, quella che considerava una voltagabbana e non necessaria alla coalizione. C’è chi sosterrà, in sua difesa, che solo gli stupidi – e i morti – non cambiano opinione. Premesso che  chi baratta la propria idea politica in cambio di una fetta di potere mica è stupido, semmai opportunista, c’è però da dire che in questo caso il cambio di pensiero non c’entra nulla. Alle primarie il pilastro portante del programma di Rossi era la lotta serrata, senza se e senza ma, a chi la politica l’ha trasformata in una professione, ed il riferimento era ovviamente rivolto a Bernazzoli. Secondo Rossi bisognava partire da questo punto per poi, gioco forza, cambiare tutto il resto. In questo caso non si può parlare di un semplicistico cambio d’opinione, ma di un ribaltamento totale dell’idea fondativa. Come potrà mai, infatti, combattere la vecchia nomenklatura autorigenerativa se attualmente, senza vergogna al cospetto di chi l’ha votato, appoggia chi fino a ieri ha considerato parte di una politica dannosa? L’idea, insomma, è che a parole, fin quando si tratta di ricevere la fiducia degli elettori, sono davvero bravi tutti. Poi saranno le logiche di potere a prevalere.

Le sparate di Simone Rossi al tempo delle primarie

Guarda Bernazzoli: ha fatto 10 anni il sindaco a Fontanellato, dopo ha fatto il vice in Provincia, poi ha fatto 5 anni il Presidente della Provincia, poi altri 5 anni e adesso si permette il lusso di piantare a metà una carica per la quale la gente l’aveva votato, la pianta a metà, che già solo per questa sarebbe una cosa allucinante, per andare a fare il sindaco. Ma questo qua, che lavoro ha mai fatto?” Simone Rossi,16 dicembre 2011, ora lista civica Parma che Cambia, in appoggio a Bernazzoli alle comunali 2012.

Premesso che di principio non mi piacciono i voltagabbana [riferendosi a Maria Teresa Guarnieri, ndr], ritengo che quantomeno un minimo di coerenza e di chiarezza sia dovuta agli elettori del centrosinistra, perché altrimenti, senza un confronto di merito che tenga conto tanto dei contenuti quando del passato, non si capirebbe perché il centrosinistra non possa allargare la sua coalizione alla destra di Casapound!“. Simone Rossi, 1 dicembre 2011, rifiutando l’apertura del centrosinistra a Maria Teresa Guarnieri, ora alleata di Rossi in coalizione.

La politica dei nostri giorni presenta numerose anomalie: una delle più dannose per i cittadini è la presenza dei professionisti della politica, cioè di coloro che da 20, 30, se non 40 anni passano da un incarico politico retribuito all’altro per portare a casa uno stipendio tutti i mesi. Bisogna, una volta per tutte, eliminare questa cappa parassitaria di gente “. Simone Rossi, 24 novembre 2011, ora alleato di Bernazzoli in coalizione,  da 20 anni in politica.

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