Published On: Ven, Mar 16th, 2012

SICUREZZA – Vergogne mondiali

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di Danilo Coppe

In questi giorni si parla di caduta di immagine della nostra Nazione a causa di uno o più eventi di politica internazionale. Mi riferisco, in particolare, agli episodi riguardanti l’arresto dei due marò e il fallito blitz delle Forze Speciali inglesi in Nigeria. Tanto per cambiare si strumentalizza qualsiasi evento pur di avere un tornaconto politico, quindi nessuna meraviglia se qualche scaldaseggio a Roma, o qualche scribacchino, oggi punta il dito sul Dott. Giulio Maria Terzi di Sant’Agata, attuale Ministro degli Esteri. Il suo lungo “dato anagrafico” dice tante cose e fra le tante, positive o negative a seconda dell’immaginazione di ognuno, c’è sicuramente anche la certezza che sia una persona ben educata ed istruita. Sulle sue doti diplomatiche non mi pronuncio. Tuttavia va ricordato che il Dott. GMTDSA è assurto al ruolo di ministro della repubblica con le stesse prerogative degli altri suoi attuali colleghi di governo: un tecnico prestato alla politica. Si sono già potuti constatare i vantaggi ed i limiti di questa soluzione da clima di emergenza. I tecnici vanno bene a fare il lavoro sporco, come aumentare le tasse, i carburanti, ecc.; ogni volta un coro di elogi sperticati da tutte le forze politiche, con il denominatore comune che recita “Questi non guardano in faccia a nessuno”. Quando si è trattato di toccare le varie caste, agli slogan da “ammazzasette” sono seguite delle clamorose  (ma silenziose) retromarce. Non scendo nei dettagli perché ben chiari a tutti i cittadini/sudditi e poi perché devo parlare di sicurezza e non di politica. La morale a cui voglio arrivare è che il Dott. GMTDSA è un tecnico che prima faceva un certo mestiere e oggi ne fa un altro. È come se un chirurgo, seppur luminare, dall’oggi al domani avesse l’incarico di coordinare i lavori di costruzione di un palazzo. Nessuno dubita che ce la possa anche fare; ma sicuramente stenterà più di un normale geometra e sarà necessario un certo tempo in più del lecito per arrivare a vedere qualche risultato. Non è che questa sia poi una grande novità. Del resto, come Italiani siamo abituati da quarant’anni alla morte della meritocrazia nella “cosa pubblica” per cui abbiamo avuto i rimpasti di governo in cui il ministro della sanità passava ai trasporti e altri “salti” simili. Il problema è che mentre cambiava il vertice il resto del dicastero restava lo stesso. Tornando ai due eventi citati all’inizio di questo pezzo, da “addetto ai lavori”, assolvo il Dott. GMTDSA dalle accuse di negligenza diplomatica.
Stiamo pagando le colpe non dell’improvvisato ministro degli esteri, ma del “sistema Italia” con particolare riferimento a tutto ciò che riguarda la Giustizia e la Burocrazia. Cercherò di far capire come questi due eventi siano leggibili da chi osservi con distacco ciò che succede in Italia. Esempio: se un marziano avesse letto tutto quanto riportato da tanti autorevoli giornali degli ultimi vent’anni a riguardo di Marcello Dell’Utri, si sarebbe fatto l’idea che lo stesso dormisse con un fucile a canne mozze sotto il cuscino, che girasse con la coppola, che spedisse in giro teste di cavallo e che suonasse lo scaccia pensieri. Ci si aspettava che in vent’anni, i magistrati riuscissero a dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, che lo stesso doveva andare a far compagnia a Totò Riina e Bernardo Provenzano nelle patrie galere. Invece la Cassazione ha scoperto che vent’anni non sono bastati a trovare prove, non schiaccianti, ma almeno evidenti. Esempi come questo ne abbiamo a dozzine: da Amanda Knox e Raffaele Sollecito alla famiglia Misseri. Dal caso Mills a quello di Parolisi. È una Caporetto giudiziaria quella a cui assistiamo tutti i giorni. E, in questo articolo, non punto il dito contro i magistrati, i poliziotti, i cancellieri, i carabinieri o i guardasigilli. Sto parlando del “sistema giustizia” che in Italia è disastrato. Anche il recente caso della Costa Concordia dimostra che non funziona un tubo. Il Comandante Schettino è risultato (tardivamente) positivo alla cocaina. Ma si è stabilito, non so come, che la sera del naufragio non l’aveva assunta. Quindi, lo stesso signore, attualmente è agli arresti domiciliari e non in una fredda galera. Il nostro marziano cosa deve pensare? Sostituite l’alieno con un governante dell’India. Affidereste voi una questione relativa ad un doppio omicidio a chi ha dimostrato di non saper gestire vicende molto meno delicate? Badate bene, amici lettori: io credo ciecamente all’innocenza dei nostri marò. Tuttavia capisco le perplessità del Governo indiano. Dopo di che, con qualche diplomatico cazzuto le cose, magari, avrebbero già potuto essere risolte. Fra l’altro io credo che i pirati abbiano ucciso loro stessi i poveri pescatori, proprio per far ricadere la colpa sui nostri militari. Infatti l’Italia è l’unica nazione al mondo che impedisce la presenza di armi in mano ai civili che scortano le navi. Chi vuole tutelarsi deve affidarsi ai militari che, ovviamente, non possono essere presenti su ognuno delle migliaia di convogli che passa quotidianamente nell’area d’azione dei pirati. Ma ultimamente, aggirando questo ostacolo, i pirati si sono scornacchiati diverse volte grazie a sotterfugi tipicamente italici e la cosa li deve aver disturbati alquanto. Quindi questo incidente internazionale avrebbe proprio lo scopo di far tornare le navi italiane un facile bersaglio per la pirateria. Secondo caso, il fallito blitz delle teste di cuoio britanniche. Arriva un’informativa ai servizi di intelligence inglesi che preannuncia aria cattiva per gli ostaggi. C’è da prendere una decisione rapida. L’Italia ha mai dimostrato di saper prendere una decisione politico-strategica in tempi brevi? Abbiamo associazioni di quattro gatti  spelacchiati che riescono a contrastare per anni decisioni importanti come costruire una linea ferroviaria di primaria necessità. Abbiamo lobby anche nel mondo dei collaudatori di ocarine che riescono ad ostacolare qualsiasi iniziativa. E’ pensabile che in poche ore ci fosse un consulto risolutivo telefonando a qualche funzionario della nostra intelligence, magari fuori dall’orario di lavoro? Dai, guardiamo in faccia la realtà! Abbiamo tanti motivi per essere orgogliosi di essere Italiani. Ma di sicuro abbiamo poco da sbandierare su tante tematiche fondamentali.

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