Published On: Lun, Apr 30th, 2012

Arillo (Pdci): “Privatizzare è sbagliato, ecco perché”

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In questi ultimi anni ci hanno voluto convincere che la “privatizzazione” dei servizi fosse cosa buona e giusta. Un risparmio economico e un miglioramento dei servizi tangibile che avrebbe portato benessere alla cittadinanza.
Le esperienze parmigiane degli ultimi anni, hanno confermato l’inefficacia di tali processi, palesando al contrario una diminuzione sostanziale di servizi a costi nettamente maggiori.
L’esempio lampante è l’ultima nata dell’accoppiata Vignali-Buzzi ovvero Parma06. Un’esternalizzazione in piena regola e la creazione di una società partecipata che gestisce alcuni servizi educativi, dove viene meno il controllo pubblico (il Comune di Parma è socio di minoranza con il 49%) e, con esso, la trasparenza. A questo si possono aggiungere le riduzioni degli stipendi e le precarie condizioni lavorative dei dipendenti che per pochi spiccioli (d’altra parte i soci privati devono avere un tornaconto economico) devono sottostare a eventuali ricatti.
Inoltre, come ahimè ben noto, non vi è un vero risparmio economico per i cittadini costretti a pagare sempre più cari servizi sempre più scadenti, cosa inaccettabile in una città che dovrebbe essere all’avanguardia sul welfare.
Città europee ben più grandi e con maggiori problemi hanno scelto questa strada; Parigi, dopo anni, è ritornata a gestire direttamente il sistema idrico con un risparmio diretto ed indiretto di parecchie decine di milioni di euro all’anno. I comuni che hanno deciso di non delegare la riscossione dei tributi tramite Equitalia o aziende partecipate hanno ottenuto un risparmio del 20%, risparmio reinvestito nel sociale e in aiuti alle famiglie in difficoltà.
E’ altresì inaccettabile anche che vengano dati in gestione a privati servizi inter-comunali come l’albo pretorio; i servizi informativi del DUC e la gestione delle biblioteche. Beni comuni importantissimi per i cittadini e per la macchina comunale che devono rimanere sotto il diretto controllo pubblico; è necessaria una graduale inversione di tendenza che generi una nuova visione dei servizi con un rapporto qualità-efficienza altissimo che solamente il pubblico può offrire.
Inoltre l’esternalizzazione crea frustrazione nei dipendenti che, necessariamente, porta ad una carenza strutturale dei servizi. Un privato, che deve avere un tornaconto economico, non può certo garantire una resa soddisfacente e una erogazione di servizi sempre qualitativamente ottima, mentre valorizzare la forza lavoro dei dipendenti comunali può restituire l’eccellenza nei servizi.
Molto spesso campagne denigratorie di questi lavoratori hanno causato discriminazioni, soprattutto in termini di dignità e di riconoscimento economico. Ai lavoratori del privato, ad esempio, viene spesso retribuito opportunamente il lavoro festivo, mentre ai lavoratori del Comune di Parma no. Il 25 Aprile, festa della Liberazione, tantissimi dipendenti pubblici erano al lavoro per garantire il successo della manifestazione e della giornata, ma nonostante fossero presenti per la città e per i cittadini, non hanno percepito paga per lavoro straordinario festivo.
E’ necessario, nell’ottica di una riorganizzazione amministrativa dei servizi, ridurre al minimo le esternalizzazioni, reintegrare o assumere il personale delle cooperative, puntare sui dipendenti pubblici e su alti livelli di formazione e incentivi, in modo che con il tempo possano portare enormi benefici in termini di qualità e risparmio economico.

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