Published On: Ven, Apr 27th, 2012

“Centinaia le firme false alle elezioni comunali”, dietro il suicidio del cons. Provinciale Ablondi potrebbe esserci un giallo

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Sulla morte del Consigliere Provinciale Ablondi si apre un giallo che, voci di corridoio, avevano già paventato nei giorni scorsi. L’ex della Lega Nord, tra gli autenticatori delle liste della campagna amministrativa, gettatosi da una finestra nei giorni scorsi, aveva lasciato una lettera ora al vaglio della Procura, nella quale spiegava le ragioni del gesto estremo. Il procuratore Laguardia, dopo essere venuto in possesso della missiva, ha aperto un fascicolo sulla morte del consigliere (ma non per istigazione al suicidio). Ha anche aggiunto che Ablondi si è suicidato “Lasciando un biglietto in cui dice che lui ha autenticato delle firme per fare un favore a una persona. Non dice però il nome di questa persona nè tanto meno di quali liste si parli”. Il giallo delle firme false, che sarebbero centinaia (Laguardia non esclude nessuna lista), è nato dopo la querela dell’ex pallavolista professionista Claudio Galli, che avrebbe voluto votare per Ghiretti, volontà non concessagli proprio perché la sua firma risultava già nella lista de La Destra di Bocchi. Si parla, in sostanza, di centinaia di nomi, ripetuti anche più di una volta.  Le elezioni non sono però a rischio perché “Anche eliminando i doppioni ogni lista ha il numero sufficiente di votanti per essere iscritta”.

Il Pcl, per mezzo del portavoce Cristiano Antonino, smentisce la possibilità che il Pcl sia autore di firme false. Di seguito il comunicato della candidata sindaco Spaggiari:

Abbiamo letto con sorpresa e sdegno le dichiarazioni provenienti dalla Procura, ed insinuanti che la vicenda delle firme doppie riguardi tutte le Liste, quindi includendo anche la nostra.

Il Partito Comunista dei Lavoratori ha volutamente raccolto le firme per strada, evitando massimamente i Circoli “amici” proprio per evitare una coincidenza di sensibilità e di empatie politiche con le altre forze d’area comunista presenti nell’ agone elettorale.

Abbiamo conseguenzialmente preferito spenderci tra la gente comune, utilizzando il momento della firma come momento di dialogo e di ascolto delle problematiche. Peraltro cosa che aveva una sua funzionalità, essendo Liliana un volto noto.

Consapevoli dei rischi di una scarsa conoscenza degli aspetti tecnici della raccolta firme abbiamo scelto di portare le schede compilate in Comune a gruppi di 40-100 firme: ci pareva possibile che, con tanti Banchetti in giro, ci fosse qualche Cittadino che desse una preferenza sia alla nostra Lista che ad un’altra ugualmente “simpatica”, animato quindi dalle migliori intenzioni.

Gli Uffici Elettorali del Comune avevano stabilito in 24 ore i tempi di contestazione, cosa peraltro avvenuta in un caso specifico in cui sia il sottoscritto che un altro militante (inconsapevoli l’uno dell’agire dell’altro) avevano “rotto le scatole” al medesimo amico: ci è stata annullata, ed è morta li.

In nessun modo il Partito Comunista dei Lavoratori si è prestato ad alcun gioco eticamente opinabile: per noi la Politica deve ritrovare una propria dimensione “alta” e militante. Come conseguenza sono impliciti comportamenti cristallini, che facciano sorgere al Cittadino il sospetto che un altro modo di vivere l’Agorà sia ipotizzabile (che condivida o meno l’ideale Comunista) e che valga la pena di spendersi per esso.

Abbiamo già provveduto a contattare la Procura, non trovando il nostro referente il Dottor Pasqua in sede.

Ce ne rammarichiamo, ed invitiamo a rendere pubblici gli Elenchi delle firme sospette (che però devono essere verificabili dai rappresentanti dei Candidati), e in che misura i singoli Partiti e Movimenti si siano distinti in questa situazione.

Noi siamo assolutamente certi di avere situazioni infinitesimali, concernenti cioè alla probabilità statistica che un Cittadino ignaro apponga per simpatia una firma a più Candidati. Rimane aperta comunque la domanda del perché non ci sia stato segnalato nelle 24 ore pattuite, e a chi sia funzionale questo messaggio disvaloriale del “sono tutti uguali, rubano tutti per cui conviene affidarsi a chi lo fa da più tempo”.

Cristiano Antonino

Portavoce di Liliana Spaggiari e del Partito Comunista dei Lavoratori

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