Published On: Gio, Apr 5th, 2012

L’INTERVISTA – Ghiretti: “Al camper preferisco la bicicletta”

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di Salvo Taranto

Roberto Ghiretti, candidato di Parma Unita, gioca una partita solitaria in due tempi sognando di sgambettare prima Ubaldi e poi Bernazzoli. Lancia l’idea di trasformare Parma in “città delle reti” in contrapposizione all’ubaldiana “città delle funzioni”e si muove nelle acque affollate dei moderati sognando di pescare voti anche tra i delusi di sinistra. L’ex assessore allo Sport, che si proclama “l’unica alternativa”, condanna l’inversione di marcia della Guarnieri definendola “la vera ruota di scorta”. E al camper, Ghiretti preferisce la bicicletta…

La prima è una domanda canonica: in cosa il suo programma si differenzierebbe da quelli proposti dagli altri candidati?

Abbiamo costruito il programma ad un mese dalle elezioni, come promesso, partendo da quel manifesto per Parma Unita che è il nostro pensiero ideale: su quella base abbiamo realizzato il programma pezzo per pezzo, ascoltando le persone e ricevendo indicazioni. Un tema importante è quello della sicurezza che io immagino da affrontare in due tempi: il primo deve essere improntato a miglioramenti degli attuali sistemi di prevenzione, controllo e repressione, collaborando con i servizi di vigilanza e ristabilendo i vigili di quartiere. Ma si deve pensare anche ad una sicurezza non immediata, lavorando sulle rete sociali e culturali di volontariato, sulla rete scolastica e sulla formazione professionale. Io parlo di Parma come città delle reti e non delle funzioni. Dietro la parola “funzione” c’è un errore politico perché tradisce il voler imporre delle cose.

Ubaldi è quasi certamente il suo avversario principale nella sfida per il raggiungimento del ballottaggio. Come giudica la sua discesa in campo?

Credo che Ubaldi abbia fatto con discreto merito il sindaco nel primo mandato mentre, nel secondo, la smania di passare alla storia l’abbia spinto a compiere errori inconcepibili. Io vedo una partita in due tempi, una semifinale e una finale: in questa logica noi dovremo impegnarci per battere prima lui e poi Bernazzoli, perché ritengo che siano due facce della stessa medaglia, due professionisti della politica che avevano buonissimi motivi per non candidarsi. Uno perché in carica in Provincia, l’altro perché a Parma è già stato sindaco, vicesindaco, presidente del consiglio e capo dell’opposizione: alla sua età, con quel curriculum, sarebbe stato il momento di dare spazio ai giovani.

Qualora approdasse al secondo turno, lei sarebbe molto probabilmente l’unico candidato in grado di immagazzinare i voti di Pdl e Ubaldi in funzione anti-Bernazzoli. Concorda con questa valutazione?

Credo che al secondo turno si giochi una finale secca dove può succedere di tutto: anche che il favorito perda. Al ballottaggio non si guarda all’ideologia politica ma alla persona. Mi sento di poter raccogliere consensi sia a destra che a sinistra perché il nostro modello di città unita inizia a fare breccia. Noi presenteremo gli assessori una decina di giorni prima delle elezioni: vorremmo che lo facessero anche gli altri.

Parma Unita aveva intrecciato con la Guarnieri un dialogo che si è poi interrotto bruscamente: cosa pensa della sua scelta di sostenere Bernazzoli?

Non tocca a me giudicare. Ho visto che nella sua lista ci sono esponenti di Fli… Ha fatto le sue scelte e penso che avrà avuto buoni motivi. Lungo tutto il suo percorso ha avuto una posizione ondivaga, con dei rapidi cambiamenti di rotta. C’è da prenderne atto ma credo che abbia sbagliato perché insieme, probabilmente, avremmo rappresentato la via alternativa a Bernazzoli. Andremo avanti per la nostra strada: noi saremo la vera alternativa, lei sarà invece la vera ruota di scorta.

Cosa non ha funzionato nell’amministrazione Vignali?

La tendenza al consenso esteriore, quella ricerca assoluta del consenso attraverso gli annunci e l’apparire: modelli superati dai tempi e dalla crisi economica. Non c’è da salvare la presenza di uomini che non hanno dato prova di lealtà: quali e quanti lo scopriremo solo vivendo. Non ha funzionato – e qui mi ci metto in mezzo anch’io – l’aver continuato ad insistere sulle grandi opere quando in realtà non c’erano più le condizioni e bisognava interrompere o modificare dei modelli.

A proposito di ammissioni, cosa vuole dire a quegli elettori che potrebbero imputarle la presenza nell’ultima giunta?

Riconosco di essere stato un cittadino chiamato ad amministrare e di non aver fatto politica. Questo è un limite e un punto di forza. Il limite perché, una volta entrato, dovevo occuparmi di politica e non pensare soltanto a mandare avanti lo sport. Punto di forza perché ho cercato di fare il cittadino dall’interno e molte volte ci sono anche riuscito: ciò mi ha dato esperienza, mi ha fatto capire come funziona questo mondo, quale ruolo può avere un sindaco. Rinnegare l’esperienza non serve: io so che sono uscito con gli applausi di 200 persone il giorno delle mie dimissioni. In un disastro di quel tipo uscire con gli applausi vuol dire che, rispetto ai miei amministrati, non ho figurato male. Forse però avrei dovuto fare certe valutazioni qualche mese prima.

Il campo dei moderati è piuttosto affollato: a suo avviso chi è l’elettore moderato e cosa chiede alla politica?

L’elettore moderato è una persona normale, che non crede nelle ideologie e valuta serenamente i comportamenti. Penso che a livello territoriale conti la qualità del governo e non l’idea politica. Un moderato è una persona che vive il ruolo di cittadino secondo queste considerazioni. Noi ci ritroviamo ad essere persone di centro perché al centro mettiamo il cittadino.

Utilizzando un metafora sportiva, in quali condizioni di forma Parma Unita giungerà alle partite decisive?

Siamo una squadra che non è partita male ed è cresciuta ogni giorno, una squadra che gioca sempre meglio e inizia ad essere considerata maggiormente. Prima nessuno si preoccupava di noi e oggi invece, in base a ciò che dicono i sondaggi, cominciamo a fare dei numeri. C’è qualcuno che si permette un sondaggio alla settimana e che però non ci ha spiegato chi lo finanzia: abbiamo chiesto chi paga ma nessuno ci ha ancora risposto.

Mi sembra di capire che voi non utilizzerete il camper…

Noi abbiamo la bicicletta: gambe in spalla e pedalare. Abbiamo chiesto le dimissioni di Bernazzoli e non ci ha neanche risposto: questa è la nuova democrazia. Non si parlerà più di prosciutto ma di mortadella. Evidentemente dovremo bolognesizzarci…

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