Published On: Ven, Apr 27th, 2012

L’INTERVISTA – L’ass. all’ambiente di Capannori: “Noi tra i più virtuosi ed ecologici”

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di Brunella Arena

A Parma c’è un mantra che ritorna in gruppi, striscioni, comizi: No inceneritore. Questa settimana abbiamo intervistato Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del comune di Capannori, in provincia di Lucca, per fare il punto su differenziata e riciclo, valide alternative alla costruzione di un forno.
Lei è assessore all’ambiente del Comune di Capannori, uno dei più virtuosi per lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti. Come si trasforma un comune “normale” in uno a “zero impatto ambientale”?
“Occorrono volontà, determinazione, l’avvio di percorsi partecipativi e di formazione ai dipendenti, ai cittadini, a tutti gli attori del territorio per costruire una strategia verso la sostenibilità, indispensabile per un futuro possibile. Occorre fare scelte coraggiose e scardinare certi meccanismi consolidati e poco efficienti che hanno portato a una situazione disastrosa in gran parte dei comuni italiani dove si sprecano enormi quantità di materie in discariche ed inceneritori, si sprecano enormi quantità di energia negli edifici pubblici, non si produce energia da fonti rinnovabili. Occorre cambiare rotta e politica se non vogliamo portare al baratro il nostro pianeta”.
Progresso e sviluppo creano maggiore mole di rifiuti o dovrebbero servire a ridurne le quantità?
“No assolutamente, si possono disaccoppiare crescita dell’economia e del benessere con produzione dei rifiuti, semplicemente puntando sulla filiera corta, sulla vendita alla spina, sullo sfuso. A Capannori sono nate e cresciute diverse attività, commerciali e agricole, che hanno puntato sulla qualità e sulla riduzione degli impatti ambientali”.
Cito da un suo comunicato: “L’aumento dei rifiuti è un fattore che può essere governato con coraggio da una politica che guarda alla sostenibilità”, va bene l’impegno di chi guida un comune, ma come si convincono i cittadini? Quali i vantaggi per loro, prima che per l’ambiente?
“Prima di tutto abbiamo inserito degli incentivi economici alle attività commerciali per la vendita dei prodotti sfusi, poi facciamo continuamente iniziative, incontri, progetti per sensibilizzare i cittadini e far crescere le buone pratiche”.
Lei è chiaramente contro gli inceneritori, conosce la situazione parmigiana e la proposta di costruirne un altro dopo aver dismesso quello di Cornocchio? Cosa consiglierebbe per evitare l’inceneritore? E poi, il suo comune conta 46 mila abitanti, Parma 170 mila, non si potrebbe pensare a un inceneritore come a una soluzione per lo smaltimento rapido di quantità di rifiuti eccessive?
“Si certo, consiglierei un viaggetto a San Francisco, città di milioni di abitanti che come e prima di Capannori ha aderito alla strategia “Rifiuti Zero” costruendo vantaggi sociali, economici, ambientali ed occupazionali! Bruciare i rifiuti è uno spreco energetico incredibile e un impatto ambientale da evitare. Rimanendo in Italia un buon esempio di una città simile a Parma è il caso di Salerno: 150 mila abitanti che adottando la raccolta domiciliare ha raggiunto il 70% di differenziata”.
Proviamo a spiegare, a chi ancora non lo sapesse, qual è l’impatto energetico e ambientale di un inceneritore?
“Con la raccolta differenziata ed il riciclo si recupera materia ed energia, con un inceneritore si trasformano 3 tonnellate di materi in una tonnellata di ceneri, una tonnellata di scarti nell’aria ed una tonnellata di acqua inquinata, un bilancio assolutamente fallimentare”.
La sua politica si basa su tre “R”: Riciclo, Riutilizzo, Riduzione degli imballaggi, ma come si agisce nei comuni che non sono attrezzati per la differenziata e il riciclo, per mancanza di fondi o per cattiva amministrazione?
“Prima di tutto la politica deve rispettare la legge altrimenti dà un’immagine ai cittadini assolutamente negativa. La legge ci dice che tutti i comuni italiani devono raggiungere il 65% di raccolta differenziata, non farlo significa non rispettare la legge e far pagare (con le ecotasse) le conseguenze negative ai propri cittadini”.
Per i materiali non riciclabili esistono le isole ecologiche, ci spiega cosa sono? Non rischiano di diventare, con l’incuria, dei luoghi di abbandono simili alle discariche?
“Le isole ecologiche che abbiamo realizzato (3 in questi anni) sono spazi ecologicamente attrezzati dove è sempre presente un operatore in cui i cittadini conferiscono ogni tipo di rifiuti e differenziandolo acquisiscono un punteggio relativo al peso e al tipo di materiale conferito.  A fine anno superando 500 punti si ottiene un bonus di 20 euro di riduzione in tariffa. Si può conferire sia materiale riciclabile che non riciclabile”.
Isole ecologiche, compostaggio domestico, differenziata e riciclo: servono davvero solo questi quattro passaggi per evitare inceneritori e discariche?
“Serve un impegno constante su questi punti ma anche su molte iniziative per la riduzione dei rifiuti. A Capannori con la tariffa puntuale abbiamo superato il 90% di raccolta differenziata e sul restante 10 stiamo lavorando con successo per ridurlo continuamente”.

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