Published On: Ven, Apr 27th, 2012

Nel Pdl di Modena arrestati tre tesserati in odor di mafia, a Parma com’è la situazione?

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In questi giorni a Modena è scattata un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto uomini che la Dia ha considerato in odor di camorra. Tre di questi si è scoperto essere iscritti al Pdl di Modena: facevano parte, scrive Il Fatto Quotidiano, di quei 180 tesserati sospesi dal partito dopo le denunce della deputata Isabella Bertolini. Questo inverno la parlamentare berlusconiana, alla vigilia del congresso provinciale di Modena, aveva denunciato un incremento sospetto degli iscritti, e la presenza di tessere intestate a molte persone provenienti da zone ad alta presenza camorristica. “Si tratta di un’esplosione innaturale – spiegava la deputata -. Circa 600 tessere sono state sottoscritte da persone che non hanno svolto alcuna attività per il partito, originarie delle zone dell’agro aversano come Casal di Principe”. Nonostante le vicende giudiziarie modenesi non siano in nessun modo collegate con la realtà pidiellina di Parma, anche nell’ex ducato, comunque, come ha sostenuto lo stesso Villani durante il congresso provinciale locale, c’è stato un forte incremento degli iscritti. È lecito chiedersi, perciò, se, alla luce di quanto accaduto a Modena, anche i vertici locali, come la collega Bertolini, non abbiano ravvisato un qualche tipo di sospetto, visto il boom dei tesserati. E senza criminalizzare chi è nato in territori meridionali, i vertici locali, come si è chiesta la deputata Bertolini, si sono domandati se tra i nuovi iscritti ci siano individui provenienti da territori in odor di camorra, che mai hanno avuto attività all’interno del partito? E sempre alla luce delle notizie modenesi che, ripetiamo, non sono collegate con il partito locale, Buzzi e Moine si sono chiesti se non sia utile, e per maggior trasparenza nei confronti degli elettori, richiedere ai vertici del partito un controllo analogo attuato da Verdini per il caso modenese, se non altro per sfatere possibili dubbi? Verdini, infatti, aveva creato una commissione di controllo interna con l’obiettivo di fare chiarezza sulla posizione dei 180 tesserati sospesi. Visto il fattaccio nel Pdl modenese, che può anche essere una casualità, i tesserati del Pdl locale hanno diritto a sapere se possa esserci nel partito la benché minima eventualità di un qualche collegamento tra affiliati con associazioni mafiose.

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