Published On: Gio, Apr 19th, 2012

POLITICA – Consulenze pazze nel 2010: ecco lo sperpero di denaro

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di Diego Gustavo Remaggi

Le consulenze non hanno un periodo di saldi, sono care e si pagano, ma a Parma nel 2010, non si è certo badato a spese. Gli aiuti esterni chiesti dal capoluogo ducale, quanto a cifre, umiliano quelli richiesti e utilizzati da Bologna. Le cifre che arrivano fresche dal Ministero per la pubblica amministrazione parlano abbastanza chiaro e dimostrano quanto il sindaco “simpa” sia stato sempre molto attento alla comunicazione, tanto da pagare, due anni fa, 54.504 euro (dei 72.222 previsti) a Mauro Casalini che lo aiutava nelle “relazioni esterne”, un uomo di fiducia, già da tempo assiduo frequentatore delle sale municipali. Ci sono poi 17.569,06 euro pagati ad un certo Giorgio Aiello per una “Commissione di collaudo in corso d opera dei lavori di completamento dell’asse stradale di collegamento tra l’attuale Viabilità Sud Est – nuovo ponte  attraversamento torrente Parma”. 300 mila euro in totale spesi per consulenze legali sono poi cosa di poco conto se confrontati con i 368.967 euro previsti per Maria Cecilia Greci, che nel 2010 ne riceve 39.356,54, in qualità di “responsabile agenzia ufficio di obiettivo per l’innovazione ed elaborazione delle politiche per lo sviluppo e il benessere delle famiglie”.
Nella delibera di giunta n°331 del 12 marzo 2008 veniva poi affidato all’azienda Ambiente Italia – che ha sedi sparse un po’ in tutta la penisola -, su proposta dell’ex Assessore all’ambiente Cristina Sassi, la “pianificazione operativa di alcune strategie individuate nel PAL”(piano attuativo locale). Due anni dopo la stessa azienda finì di scrivere il Libro Bianco sull’ambiente che costò 21.000 euro, con Pietro Vignali che lo definì come uno strumento utile per sapere come avere un “risparmio nei consumi e di emissioni inquinanti nell’ambiente”. La cosa paradossale, in questo caso, non è tanto il costo ma il fatto che il Libro Bianco fu presentato nell’auditorium Paganini, a soli 3 kilometri dall’area in cui adesso stenta a nascere l’inceneritore di Ugozzolo, destinato a non essere propriamente salutare.

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