“L’abusivismo si fonda come tutte le altre attività sul binomio domanda/
offerta: ritengo doveroso puntualizzare quello che secondo me incrementa
questo meccanismo che tende a strozzare le imprese che agiscono nella
legalità e mette a repentaglio la salute di chi vi ricorre”. Così Michele Ziveri,
candidato consigliere nelle fila dellʼUdc, interviene sul tema.
“La domanda del sottocosto nasce più forte quando i bilanci famigliari
impongono tagli drastici, benchè personalmente penso sia più utile
unʼeducazione al sacrificio, che non vuol dire rinuncia, ma scelta ponderata:
la ricerca di un prodotto/servizio di qualità che possa durare nel tempo con
conseguente sostegno dellʼartigianato di servizio e delle botteghe tradizionali.
Lʼabusivismo coglie lʼattimo, spreme lʼeconomia in maniera selvaggia, non
contribuisce al gettito pubblico e destabilizza il mercato proprio perchè non
dovendo affrontare spese fisse e pressione fiscale, si può permettere di
lavorare sottocosto”.
“Il Comune – continua Ziveri – è deputato alla tutela della legalità e su questo
fronte può mettere in campo unʼazione coordinata tra il settore delle attività
produttive e quello della vigilanza. Il Comune può anche agire sugli utenti che
si rivolgono al mercato abusivo su due fronti:
– mediante unʼopera di sensibilizzazione (campagna informativa) sui rischi e
sui danni arrecati alla salute dellʼindividuo da operatori non qualificati che
utilizzano prodotti ad elevato rischio tossico;
– attraverso la creazione di una ʻpiazza virtualeʼ, un ʻforoʼ allʼinterno del quale
possano ʻincontrarsiʼ le aziende e il cittadino, lʼuno con le proprie esigenze e
lʼaltro con le proprie offerte”.

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