Published On: Ven, Mag 4th, 2012

Arillo: “Dopo il disastro della passata amministrazione, sono necessarie decisioni drastiche”

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Le passate amministrazioni comunali capeggiate da Ubaldi prima e dal duo Vignali-Buzzi poi, hanno lasciato le casse comunali, grazie ad un sistema di scatole cinesi chiamate Partecipate, vuote.

Parma si ritrova oggi con un disavanzo certificato dal Commissario Straordinario Ciclosi che ammonta a oltre 460 milioni di euro tra debiti delle società partecipate e debito residuo bancario del Comune, esclusi i debiti verso i fornitori e gli interessi bancari.

Una situazione drammatica che, nonostante le arrampicate sugli specchi dei soliti noti, porrà sicuramente in difficoltà chi sarà chiamato a guidare l’amministrazione comunale nei prossimi 5 anni; un patrimonio svanito che equivale a 19 Ponti a Nord, a 3 nuove stazioni ferroviarie, a 40km di strade a scorrimento veloce (per gli amanti delle opere faraoniche dell’era del centrodestra), a 21910 stipendi annui da 1600€/mese (tredicesima compresa), a 200 scuole pubbliche, a 460 anni di insegnamento pubblico comunale, a 230 parchi comunali attrezzati, da 230 a 460 autobus elettrici di nuova generazione, a 65 anni di introiti della TEP dai biglietti, a 304 anni di introiti derivanti dall’indotto dell’Università di Parma, a quasi 6 anni di entrate tra Imu e Irpef comunali o a molto altro ancora relativo ai servizi per la persona e per i cittadini.

Cifre da capogiro che però rendono bene l’idea di quanti danni per la città abbia prodotto la politica dell’apparenza, della megalomania di Ubaldi, Vignali e Buzzi, di quanti servizi sono stati tolti, di quanto invece si poteva fare nel campo del welfare e dell’aiuto alle fasce deboli.

Lo scandalo SPIP, la esternalizzazione dei servizi (con i profitti al privato e i debiti al Comune), la STT, la STU Stazione e la STU Pasubio, il Ponte a Nord sono solo alcuni dei tanti esempi dello sperpero di denaro pubblico targato “civismo” e centrodestra.

Queste, unite ai cantieri fermi della città, sono le vere eredità di 14 anni del centrodestra parmigiano!

In questa situazione è dunque necessario che la nuova amministrazione prenda decisioni drastiche verso chi è stato responsabile di tale scempio. Diviene assolutamente indispensabile che vengano portate avanti seriamente e con forza azioni di responsabilità per danni, previste dagli artt. 2392-2395 c.c., che costituiscono il rimedio più efficace contro gli abusi di chi è stato chiamato ad amministrare la cosa pubblica e le partecipate; oltre ad essere una tutela verso i cittadini (soci delle società a tutti gli effetti), lo è anche per i creditori sociali e per i terzi.

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