L’attentato a Roberto Adinolfi, dirigente dell’Ansaldo Nucleare gambiazzato questa mattina a Genova, è stato un gesto che richiama il modus operandi delle Brigate Rosse. Questo almeno secondo le fonti della sicurezza. “Gesto simbolico”, dichiarano gli investigatori, proprio perché uno dei primi attentati delle Br fu proprio all’Ansaldo negli anni ’70. Il calibro della pistola utilizzata è un 7.62 di fabbricazione est europea. L’arma è una Tokarev, in uso alle forze armate dei Paesi dell’ Est. Colui che ha sparato a Roberto Adinolfi lo ha seguito a piedi per alcuni metri, gli ha esploso alle spalle un colpo a bruciapelo all’altezza del polpaccio, poi ha raggiunto il complice che lo attendeva su una moto ed è fuggito. L’attentato poco dopo le 8.15 in via Montello 14, nel quartiere di Marassi, dove il manager abita.

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