Published On: Mer, Mag 23rd, 2012

Gcr e comunali: ringraziamo Parma

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Un sogno non condiviso rimane un miraggio inaccessibile.

Può essere bellissimo e perfetto, ma rimane nel cassetto dei vorrei, stropicciato dal tempo.

Ieri invece la città si è risvegliata da un torpore mortale che la vedeva accasciata e vinta, vuota di illusione e di speranza.

E’ bastato un segno sulla scheda, ripetuto migliaia di volte, per condividere una strada nuova.

51235 mattoncini sottratti all’edificio in costruzione a Ugozzolo, tolti per sempre.

E’ stato un plebiscito, ore e ore con la pelle d’oca, perché attorno percepivi nuova linfa, nuova voglia di fare, di contare, di esserci, di dare una mano insieme, alla città claudicante.

Si è consumato ieri il referendum negato: improvvisamente le undicimila firme raccolte nel 2006 hanno bussato di nuovo alla porta dei potenti, esigendo di uscire allo scoperto.

Coloro che sono scesi per le strade in questi anni, che hanno riempito sale, auditorium, sfidato aziende quotate, acceso fiaccole, sottoscritto appelli e, davanti a tutto, fatto passare piano piano la cultura sui rifiuti e sul modo corretto di gestirli, ecco, a loro si è data la possibilità di esprimersi liberamente sul futuro della città.

Mercoledì scorso al Paganini, la platea-teatro della città, ci sono voluti 40 minuti per sciorinare i numeri del piano alternativo. Non male per una alternativa che non esiste, secondo le parole degli sconfitti. Non male per dei cittadini normali fare gli esperti in un settore complesso.

Qualcuno non aveva capito cosa stava succedendo ed ancora oggi teine la vista coperta.

E’ l’inizio di una pagina nuova, anzi, di un libro, per citare chi ci credeva ed è rimasto indietro.

I giochi non sono certo fatti, il cantiere dell’inceneritore non risente di un voto di maggio per interrompere la sua foga.

Ora viene il difficile.

Far comprendere anche alla parte avversa la bontà della proposta alternativa, i vantaggi che ne derivano per tutta la filiera, la possibilità concreta di trovare soluzioni condivise anche per ciò che è già stato costruito.

La missiva olandese, giunta lo scorso anno ed ovviamene ignorata, è stata confermata nelle sue finalità lo stesso giorno del confronto al Paganini. L’Olanda conferma che il nostro territorio non ha bisogno di un forno per gestire i suoi scarti. Anzi, con 9 inceneritori in funzione in regione abbiamo già oggi un eccesso di capacità di incenerimento che andrà presto ridimensionato.

Chiama l’Europa, al 2020 basta sprechi di risorse, basta bruciare ciò che si può recuperare, riciclare, compostare. E’ finita la stagione degli incentivi che drogavano il mercato permettendo di trasformare gli inceneritori, solo in Italia, in slot machine per ingrassare i gestori.

La guerra contro i rifiuti si vince con tante battaglie parallele.

La si vince adottando il miglior sistema di raccolta differenziata porta a porta in tutto il territorio.

Per capire poi davvero cosa resta, in fondo al ciclo virtuoso.

Si vince la battaglia insieme alla città, quella che ieri si è ritrovata e ora è davanti ai riflettori di mezzo mondo.

Il laboratorio Parma ha preso avvio.

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