Published On: Mer, Mag 23rd, 2012

Ieri ancora scosse nel modenese, Monti contestato

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Il presidente del Consiglio Mario Monti conferma lo stato di emergenza nazionale visitando oggi i territori dell’Emilia colpiti dal terremoto.

“Sono venuto prima di tutto per portare le mie condoglianze ai parenti delle vittime di queste terre. E poi ho voluto rendermi conto personalmente dei danni, che sono gravi e riguardano anche in particolare il tessuto di questo territorio cosi’ intraprendente e che dobbiamo aiutare a far tornare produttivo al piu’ presto”, dal punto di vista “sia delle piccole imprese sia di quelle industriali”. Il premier ribadisce che il Governo e’ pronto a fare la sua parte sul fronte degli aiuti: “Abbiamo esaminato le modalita’ per arrivare presto a poter dare il sostegno necessario. Fra poche ore a Roma in Consiglio dei ministri dichiareremo lo stato di emergenza, verra’ emessa un’ordinanza della Protezione civile, insomma tutti questi aspetti tecnico-amministrativi importanti”.

Monti, in particolare, dice che “soprattutto ho voluto portare il senso di vicinanza del Governo con tutte le sue strutture a queste famiglie, a questa popolazione cosi’ colpita negli affetti e anche nelle attivita’ quotidiane”. Sempre al fianco dei rappresentanti delle istituzioni locali a partire dal governatore Vasco Errani, il presidente del Consiglio sottolinea che “ho notato, e questo mi ha fatto molto piacere, ottima sintonia di collaborazione tra le diverse strutture e una grandissima voglia di riprendere al piu’ presto la vita normale da parte delle popolazioni colpite”. Questo, conclude Monti, “e’ un altro esempio della forte vitalita’ che l’Emilia-Romagna offre all’Italia”.

Il presidente del Consiglio Mario Monti promette un aiuto fiscale ai territori dell’Emilia colpiti dal terremoto. Monti dice ai cronisti che lo interpellano: “Prenderemo appena possibile un provvedimento per quanto riguarda i pagamenti fiscali”. Monti dice di averne gia’ parlato con il presidente della Regione Vasco Errani e con le istituzioni locali: “Ho parlato della possibilita’ di sospendere i pagamenti fiscali”.

L’altra urgenza e’ quella di trovare copertura per gli interventi immediati che verranno discussi oggi nel Consiglio dei ministri gia’ fissato sull’argomento, con un decreto di emergenza ad hoc. Il premier sottolinea: “Troveremo le coperture adeguate per gli interventi immediati. C’e’ la necessita’ di riattivare presto l’attivita’ economica di un tessuto industriale cosi’ importante come questo, non solo a livello locale, ma anche a
livello nazionale”.

LA CONTESTAZIONE – “Vergogna”; “rapinatori”; “noi ci arrangiamo”; “potevi stare a casa”. Cosi’ quattro-cinque cittadini di Sant’Agostino, il comune ferrarese piu’ colpito dal terremoto di sabato notte, contestano il premier Mario Monti appena giunto nella piazza del municipio.
Perche’ contestate Monti? Cosa vi aspettate? “Non ci aspettiamo nulla, magari non ci fa pagare l’Imu, magari ce la fa pagare piu’ tardi. Ma di certo non ci aspettiamo che oggi a Roma si discuta della legge di riforma della protezione civile, una legge assurda e inopportuna, visto che non prevede sgravi per le popolazioni colpite”. Questo per Raffaella Malaguti, cittadina di Sant’Agostino, e’ il motivo principale della contestazione contro il premier Mario Monti.

Per lei, per Roberta Malaguti e per Elena Pezzini, che dormono in macchina dalla notte del sisma, “i sacrifici chiesti finora agli italiani devono tornare indietro ai cittadini, soprattutto in un momento come questo”. Per il sindaco di Cento Piero Lodi bisogna “dare un segnale fiscale alle persone sfollate e a chi ospita amici e parenti”, e poi servono “contributi a tasso zero per le imprese. Molte sono chiuse e devono riaprire”.

ANCORA SCOSSE – E’ stata avvertita poco dopo le 11.30 un’altra scossa di ‘assestamento’ a Finale Emilia, il Comune del modenese piu’ colpito dal terremoto in Emilia. La potenza della scossa e’ stata pari a 3.8 gradi della scala Richter e si aggiunge alle altre 36 scosse verificatesi nella notte.
Altra notte segnata da continue scosse, sempre nella zona tra Modena, Ferrara e in parte Bologna. Stando alle registrazioni dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), da dopo la mezzanotte alle 10 circa di questa mattina sono state 22. Alcune hanno interessato anche la provincia di Mantova, in Lombardia. La maggiore e’ stata di magnitudo 3,7.
Sono quasi 5.000 gli sfollati, e sette le vittime del sisma che nel weekend ha colpito l’Emilia Romagna. Autorità locali e Protezione Civile hanno allestito centri di accoglienza, campi e luoghi di raccolta per gli sfollati, che sono migliaia. Le scuole e gli altri edifici pubblici rimarranno chiusi in molte città delle province di Ferrara e Modena, a causa dell’inagibilità dei locali o per motivi di sicurezza. La Regione Emilia Romagna ha chiesto lo stato di emergenza al governo.

Agenzia DireDire.it

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