Published On: Mer, Mag 23rd, 2012

Lettera da un lettore: le mie considerazioni sul Movimento 5 Stelle

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di Francesco d’Aprile

Lunedì pomeriggio ero sotto ai Portici del Grano, cuore politico e cittadino di Parma: ho vissuto con partecipazione il momento della proiezione dei risultati, tra l’esaltazione dei sostenitori di Grillo e l’incredulità dei democratici. L’espressione che ho sentito ripetere più frequentemente: “Avanti i giovani!”. Ho capito che quel 60% di preferenze per il giovane Pizzarotti avrebbe assunto un significato importante sia per la storia di Parma che per l’Italia intera.
Credo che la sua vittoria sia derivata dal programma che il M5S ha proposto ai parmigiani: vengono messi in luce i punti chiave di quella che sarà l’azione della prossima amministrazione, prima tra tutte la politica ambientale e più in generale l’ecologia, a partire dallo smantellamento dell’inceneritore di Ugozzolo, per privilegiare alternative ecosostenibili di ispirazione europea. Poi ha avuto sicuramente rilevanza il dichiarato stop alla cementificazione, abuso che ha contraddistinto le precedenti amministrazioni; anche la trasparenza dei conti pubblici (il bilancio e le società partecipate), e la pubblicazione degli stipendi degli eletti; la riduzione dei costi della politica e il controllo del debito pubblico; la partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica; il WiFi libero e gratuito; la comprovata onestà dei consiglieri in lista. Sicuramente nell’opinione pubblica ha giocato un ruolo essenziale anche il candidato del centrosinistra che, con il suo modo di agire da antico “barone” della politica si è permesso di annunciare in anticipo la vittoria, classificando il suo rivale come un candidato di serie B. Poi quel fastidioso difetto della vecchia classe dirigente, quel tenere il piede in due scarpe che i cittadini notano e che non sono più in grado di accettare: è morale candidarsi a sindaco e mantenere la poltrona di presidente della provincia?
In molti hanno interpretato il voto dato al M5S come un gesto di pura protesta. Credo non sia un’analisi priva di fondamento: protesta per l’incolmabile distanza tra politica ed esigenze dei cittadini; protesta contro una corruzione ormai a livelli di paese del terzo mondo, protesta contro le lobby; contro gli inciuci fra poteri forti; contro l’arroganza di chi è in politica da anni e conosce le oscure regole del gioco; protesta contro slogan e spot elettorali già visti, che non si traducono in azioni concrete. Si, lo sappiamo benissimo che i grillini non potranno attuare tutto in modo perfetto e tempestivo come molti di noi desidererebbero, e sappiamo che qualcosa sbaglieranno, ma ho deciso di sostenere Pizzarotti nella convinzione, reale o illusoria, che se saranno commessi degli errori sarà per colpa di un “innocente inesperienza”. Mi permetto quindi di non essere d’accordo con quanti hanno voluto sintetizzare il voto dei parmigiani come contrapposizione tra ragione e pancia. Se con voto di pancia si intende l’espressione della rabbia e dell’irrazionalità di elettori che sono disinteressati ai contenuti e alla riflessione politica, ritengo che sia una lettura limitata. Posso infatti dire di aver riflettuto a lungo, di aver ascoltato le argomentazioni di entrambi i candidati, di aver partecipato attivamente al dibattito con amici e colleghi, di aver letto i programmi nel dettaglio, e alla fine di aver scelto Federico Pizzarotti. Non ho festeggiato in piazza per la sua vittoria ma, credo come tutti, ora sono davvero curioso.

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