Published On: Gio, Mag 17th, 2012

L’INTERVISTA – Pizzarotti: “Apparentamenti? Noi non chiederemo niente a nessuno”

Share This
Tags

di Salvo Taranto

Federico Pizzarotti è il candidato che, balzando al ballottaggio, ha provocato il terremoto politico di Parma: l’uomo che divide i parmigiani tra coloro che lo reputano l’alfiere di un provvidenziale cambiamento e quelli che, invece, lo considerano il portabandiera dell’antipolitica e del qualunquismo. Pizzarotti risponde alle domande di Zerosette partendo da quel paragone storico-politico tra Parma e Stalingrado, tracciato dal “megafono” Beppe Grillo, per poi affrontare il “tema caldo” dell’indebitamento comunale. Il candidato pentastellato lancia la sfida a Bernazzoli: si dice piuttosto sicuro di poter riportare alle urne, in suo sostegno, gran parte dei 50mila astenuti al primo turno e di conquistare consensi tra chi, prima del ballottaggio, gli ha preferito gli sfidanti sconfitti.

Il vostro magafono, Beppe Grillo, ha paragonato Parma a Stalingrado: significa che per gli assediati dalla “vecchia politica” è giunto il momento di passare al contrattacco partendo proprio dalla città ducale?

“Il messaggio è proprio quello di non perdere questa opportunità importantissima per la città ma anche per il Paese. Probabilmente – proprio citando storicamente Stalingrado – non perdendo questa opportunità potremo rilanciarci in tante altre città, l’anno prossimo, in occasione delle elezioni politiche. Quindi, qualora vincessimo, potremmo dare e comunicare un segno di governo diverso: non è importante soltanto vincere il ballottaggio, ma quello che succederà dopo e, in vista delle nazionali, potremmo rappresentare un esempio da seguire in tutta Italia”.

Nonostante il trionfo conseguito al primo turno, per sconfiggere Bernazzoli dovrete incrementare di molto i vostri consensi: come si conquistano i voti dei 50 mila astenuti e di coloro che, in precedenza, hanno preferito altri candidati?

“Riguardo gli astenuti posso dire che, tutte le persone che non hanno votato al primo turno e incontro in giro, sono già con noi. Tantissimi ci dicono una frase, secondo me bellissima, che è “ce la facciamo”: al plurale, a significare un senso di appartenenza alla città. In molti non hanno votato perché pensavano, a causa della campagna mediatica martellante che è stata realizzata, che il ballottaggio tra Bernazzoli e Ubaldi sarebbe stato un risultato scontato. Invece, in questo secondo turno, avranno la possibilità di andare a votare. Sul voto di chi ha votato altre liste al primo turno, invece, io dico: leggetevi il nostro programma perché è pieno di proposte concrete, confrontatelo con quello degli altri e scegliete voi liberamente: i voti non sono di nessuno. Questa è una verità che i partiti e le liste non hanno ancora imparato”.

Nessuno dei candidati sconfitti vi sosterrà ufficialmente: per voi, dal punto di vista strategico, è un elemento positivo o negativo?

“In realtà alcuni candidati hanno fatto delle uscite, più o meno celate o velate, che mi hanno procurato un sacco di domande riguardo ad apparentamenti ed eventuali accordi. Ovviamente noi non abbiamo chiesto niente a nessuno e, a mio avviso, sono state più delle dichiarazioni tese a disturbare il nostro avversario che volte a favorire noi: è accaduto proprio a causa di questa eterna lotta di ideologia tra destra e sinistra. E dunque, piuttosto che vinca l’avversario, meglio noi. Invece noi puntiamo sui cittadini, puntiamo a convincere loro: non ci serve che qualcuno li spinga. Noi siamo interessati a parlare con tutti i cittadini e siamo capaci di farlo”.

Uno dei temi principali, oltre all’inceneritore, è quello del debito comunale: in quale modo intendete fronteggiare questa problematica? Cercherete di individuare, in caso di vittoria, eventuali responsabi-lità civili e penali?

“Parto dall’ultimo interrogativo. Noi daremo tutti gli strumenti necessari all’Audit del debito, fornendo i membri di tutti quei documenti che loro si sono resi disponibili ad analizzare per affrontare le responsabilità penale di chi, in parte, avrà provocato questo grande debito: ciò produrrà un grande aiuto al nuovo Consiglio comunale. Per quanto ci riguarda, il modo in cui noi intendiamo approcciarci alla questione del debito è molto variegato. Sicuramente c’è da lavorare su quelle che sono le spese della macchina comunale per ridurle, analizzando le voci di spesa: certamente ci sono stati degli sprechi in passato e probabilmente qualcuno di questi è rimasto. Tolti lo stipendio stratosferico del segretario comunale e le tante consulenze date in giro, pensiamo che ci sia tanto da limare: non vuol dire lavorare sull’organico ma sulle voci di spesa ed istruirle, eventualmente, in una maniera diversa. Seconda questione: le partecipate. Occorre analizzare le partecipate una per una. Una cosa che non si dice è che tante delle partecipate sono già in liquidazione e basta guardare il bilancio preventivo stilato dal commissario per accorgersi di questo, perché alcune di essere erano soltanto delle scatole vuote che servivano a dare uno stipendio al Cda. Noi vogliano ridurre il numero dei Cda e ridurne i componenti a 3 persone o una persona, in base a quello che è il compito dell’azienda nella fattispecie. Per alcune aziende sarà possibile diminuire il debito compensandolo con quelle che sono le disponibilità delle singole partecipate. Per altre, come ad esempio Spip, inevitabilmente il debito andrà dilazionato. Sarebbe importante avere le carte adesso per dare dei numeri concreti, ma questi numeri, purtroppo, non ce li ha nessuno”

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Video Zerosette