Published On: Mar, Mag 22nd, 2012

Parma, caput mundi

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di Diego Gustavo Remaggi

Piazza Garibaldi è la piazza più importante d’Italia, almeno in questi giorni. Sono le 15 e la gente inizia a raccogliersi sotto i portici del Grano con ancora maggior interesse rispetto a due settimane fa.
La voglia di conoscere presto il nuovo sindaco è d’altronde condivisa da tutti i media presenti, ci sono piccole folle di tecnici, fonici, cronisti che iniziano a preparare i “ferri del mestiere” e si dividono in piccoli gruppi. La piazza, adesso, è un brulicare di curiosi, passanti e spettatori arrivati per l’occasione. Pizzarotti è in testa, dopo 26 seggi, con una percentuale già abbastanza alta. Iniziano le prime grida di gioia, il futuro sindaco di Parma – anche se ancora non sa di esserlo – arriva accolto da applausi con il sorriso di chi ormai vede le speranze diventare reali. Tutte le luci, i flash, gli sguardi sono per lui, quasi travolto dagli obiettivi dei fotografi e dai taccuini dei giornalisti. Spende poche parole, Pizzarotti, ma è contento, mentre sui megaschermi i voti a suo favore crescono senza sosta.
Non è la pioggia, silenziosa, non sono i brevi momenti di luce a fermare i parmigiani che continuano ad affluire in piazza. Il rumore prodotto dai loro applausi è ben lontano da quello della scorsa estate, i sorrisi, le pacche sulle spalle, gli abbracci dei sostenitori “a 5 stelle” colorano di luce nuova quei portici che per lunghi pomeriggi hanno trasudato prima malaffare e poi rabbia. Poco lontano, in piazza Ghiaia, il quartier generale di Bernazzoli è ammantato da un grigiore fioco, è smorto, fievolmente animato dai movimenti lenti e dimessi di chi ha capito che ormai i giochi sono fatti, finiti. Alea tracta est. Accettare la sconfitta, per una squadra è l’unico modo per uscire a testa alta da una partita.
Quello che doveva essere un giorno di gioia ed orgoglio per il Pd cittadino si è trasformato in un enorme macigno che ha schiacciato un po’ tutti i “democratici”, dalla Ghiaia a via Treves. In città non si parla d’altro, nei bar, nei negozi, per strada gli sguardi sono tutti rivolti a piazza Garibaldi, Pizzarotti ormai ce l’ha fatta, ne parla la famiglia a spasso con i figli, il barista mentre prepara un caffè, l’anziana coppia che entra in gelateria, persino alcuni ragazzi in bici commentano: “Hai visto? Bernazzoli ha perso! Andiamo a vedere che succede!”.
Mancano poche sezioni, la vittoria del Movimento 5 stelle è ormai quasi ufficiale. Sotto i portici del Grano l’entusiasmo è quasi palpabile: Pizzarotti è il nuovo sindaco di Parma e presto si troverà a passare sempre più tempo in quei luoghi che oggi lo vedono felice protagonista di una storia andata a buon fine. I suoi futuri “colleghi” nel consiglio, lo attorniano festosi e lo proteggono dalla calca dei media, tra gli applausi e le grida benevole di chi era lì fin dalla prima ora.
Nel frattempo, l’avversario è arrivato in Ghiaia, il suo volto è sereno nonostante il fallimento. Attorno a lui i fedeli colleghi della Provincia parlano della fine di un epoca e del rinnovamento che dovrà accadere, i loro sguardi sono scuri ma non di imbarazzo, mentre alcuni dirigenti si chiudono nella sede per mettere realmente la parola fine ad un periodo di transizione. Brevi passeggiate davanti alla sede elettorale, mani conserte o raccolte dietro la schiena, questa è l’immagine del Pd che ha perso.
I giornalisti sono anche qui, la gente no, la folla è tutta per il neosindaco, in una giornata uggiosa le 5 stelle hanno iniziato a risplendere sui sorrisi di simpatizzanti che percorrono via Cavour con la spilla del Movimento, sulle bandiere sventolanti, sui microfoni delle decine di televisioni che sono lì proprio per lui, per Pizzarotti. Con le dirette, le interviste, i servizi, hanno dato vita ad una vera e propria carovana itinerante che da settimane ormai fa tappa a Parma. “Accendi la tv, forse mi inquadrano!”, dice saltellando al telefono una ragazza.
Parma è davvero il centro dell’Italia, almeno per oggi. Il nuovo sindaco è pronto per le prime interviste sulle reti nazionali, è emozionato ma sicuro di sé, mentre Beppe Grillo lo incoraggia a distanza: “Siete stati grandi tutti”.
Parma è davvero il centro dell’Italia e questa volta senza conferenze stampa in Procura.

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