Published On: Gio, Mag 24th, 2012

POLITICA – Bernazzoli sconfitto: è l’antiprofezia della Coppa Italia

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di Salvo Taranto

“Sarà come giocare una finale di Coppa Italia contro una squadra di Serie B”: attraverso queste parole, forte dell’enorme vantaggio conseguito due settimane fa, Vincenzo Bernazzoli aveva interpretato l’esito del primo turno e si approcciava al ballottaggio. Mai commento fu più infelice e nefasto: la madre di tutte le sconfitte, quella maturata contro l’avversario snobbato, è giunta proprio il giorno dopo la vittoria del Napoli contro l’invincibile Juventus di quest’anno: in Coppa Italia, ovviamente. L’esordiente Davide ha battuto il gigante e professionista della politica Golia. Un under 40 a digiuno di esperienze amministrative ha sgambettato e umiliato un presidente della Provincia incoronato da primarie velenose e rimasto alla guida dell’ente anche contro le logiche e le convenienze elettorali. L’argine falsamente rassicurante di quei 17 mila voti di scarto iniziale, è stato travolto dal fiume in piena di elettori che hanno voluto affidare le chiavi della città all’homo novus della politica parmigiana. Mentre, come era prevedibile, il candidato del centrosinistra ha sostanzialmente confermato il numero di voti del primo turno, perdendone comunque quasi 600, lo sfidante venuto dal nulla, al contrario, ha triplicato i propri consensi. Pizzarotti ha dunque completato l’impresa dopo aver sorpreso Parma, rivoluzionato la geografia politica cittadina ed essere balzato agli onori delle cronache nazionali e internazionali. La sua affermazione definitiva, con il trascorrere dei giorni, era sembrata sempre più possibile ed inarrestabile. Una considerazione che non scaturiva soltanto dall’osservazione degli umori della città, ma dall’evidenza del fatto che Bernazzoli avesse già espresso il massimo, che il proprio bacino di voti non potesse aumentare. E in effetti, come un atleta giunto al rettilineo finale, grazie a quegli elettori che al primo turno avevano preferito altri candidati o si erano astenuti, il neosindaco grillino si è invece prodotto in uno sprint che ha mozzato le gambe ed il fiato al rivale. In quel 60,23% di parmigiani che hanno premiato Pizzarotti non rientrano soltanto i suoi sostenitori della prima ora e i nemici storici di Bernazzoli, ma anche migliaia di cittadini che hanno improvvisamente creduto alla possibilità di un cambiamento radicale. Dopo il centrodestra, dopo Ubaldi e Buzzi, a fare le spese di questa catarsi collettiva, del desiderio spasmodico di voltare pagina politica, è stato quel centrosinistra all’opposizione da oltre un decennio. Una coalizione che, dopo gli scandali e le dimissioni di Vignali, pregustava già il momento di riprendere le redini dell’amministrazione ducale e che si trova adesso sonoramente beffata dall’esito delle urne. Credeva forse, il centrosinistra, che il compito di governare Parma le spettasse se non di diritto, quasi come logica conseguenza degli avvenimenti: ed è stato questa sensazione quasi inconscia a condannarla alla sconfitta. Una Caporetto resa ancora più dolorosa dall’incapacità di far fruttare quel prezioso lavoro di contrasto svolto in Consiglio comunale, di rinnovarsi al proprio interno, di non farsi facilmente identificare con la vecchia, tradizionale politica degli apparati. La coesione soltanto apparente del centrosinistra è destinata ora a sgretolarsi tramite la formulazione delle accuse e – come è scontato che sia – con l’inizio dei processi. E così, mentre si discuterà delle modalità che hanno condotto alla designazione della candidatura di Bernazzoli e delle sue mancate dimissioni da presidente della Provincia, mentre i silenziosi sostenitori dell’ex caprogruppo del Pd Giorgio Pagliari riacquisteranno la voce, Pizzarotti e i pentastellati avranno il delicato compito di affrontare i problemi che affliggono Parma: in primis il vertiginoso debito comunale. Si cimenteranno concretamente, per la prima volta, con le difficoltà di una grande città che, mesi fa, si era già destata dal sogno grigio delle opere incompiute, dalle velleità faraoniche del cemento: ad uscire sconfitto dalla volontà popolare è, infatti, anche quell’antimunicipio, quel crogiuolo di industriali che, come in una schedina del totocalcio, avevano giocato la doppia appoggiando indifferentemente Bernazzoli e Ubaldi, nella certezza di vincere. Smaltita la sbronza del trionfo, Pizzarotti dovrà iniziare a dare delle risposte, rassicurare chi ha creduto in lui, dimostrare di non essere soltanto la personificazione di una protesta fine a se stessa. Lo dovrà fare, forte di una maggioranza in Consiglio compatta come non mai, attuando quel programma che i suoi oppositori hanno sempre considerato irrealizzabile e impregnato di utopie e banalità. E probabilmente, il tema centrale attraverso il quale dovrà mostrare di non essere un uomo delle parole, bensì dei fatti, sarà quello del termovalorizzatore. La sfida politica principale dei grillini, al di là delle misure che utilizzeranno per fronte al dissesto finanziario delle casse comunali, si giocherà ad Ugozzolo. In conclusione, un riferimento sportivo che potrà risultare ancora più amaro per Bernazzoli: esiste un solo club, nella storia del calcio italiano, ad aver conquistato la Coppa Italia mentre militava in serie B: accadde nel 1961, e fu proprio il Napoli a vincerla. Come nel 2012.

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