Published On: Gio, Mag 17th, 2012

POLITICA – Parma Che Cambia, armata Brancaleone

Share This
Tags

di Marcello Frigeri

Maurizio Scrivano, sconosciuto crotonese trapiantato (politicamente) a Mantova, consigliere di una lista civica di centrosinistra a Pegognaga (7 mila anime), di cui non si ricorda un solo comunicato stampa, ne’ dibattiti pubblici importanti, ha superato in preferenze i più gettonati Giuseppe La Pietra e Simone Rossi, arrivando quasi a sfiorare le 200 votazioni nella lista di Parma Che Cambia, in coalizione con Bernazzoli. Una curiosità ai più oscura. Il problema, però, è che la sua candidatura in Consiglio Comunale è stata giudicata legalmente incompatibile, proprio perché non può assurgere al doppio ruolo di consigliere nel mantovano e nell’ex ducato. Il fatto fa scalpore nel momento in cui non sono ben chiare le modalità attraverso le quali sia stato candidato da parte di Sel e de iMille. “Secondo me l’hanno messo dentro un po’ come me per fare numero” (!?!), ha raccontato di lui un altro candidato consigliere. Ma Sel afferma che il suo nome sia uscito da un esponente del Pd abbastanza stimato in città – di cui, però, preferiscono non rivelare l’identità -. Nessuna qualità in particolare, l’inserimento in lista di Scrivano, infatti, stando a quanto si dice dal partito di Vendola, deriva esclusivamente dalle informazioni suggerite dal “misterioso” esponente Pd cittadino (alcuni interni alla lista, come Alberto Padovani, hanno ipotizzato il nome di Garbi, poi smentito). Alla chiusura del primo turno Pcc (Parma che Cambia) ha raggiunto un miserrimo risultato, il 2.6%, molto lontano dalle aspettative vendoliane e da quel 7% che, a livello nazionale, caratterizza il partito del governatore pugliese.
Per analizzare il risultato di Sel in campagna elettorale si può tener conto di due elementi: o si prende come metro di giudizio il risultato positivo, fino ad una certa misura, dell’intera coalizione bernazzoliana  – al di là del declino generale dei partiti -, oppure si analizza nel dettaglio la compagine capeggiata dalla coordinatrice Barbacini. Una sintesi potrebbe essere data dalla scelta della lista: oltre ad alcuni nomi importanti (come Alberto Padovani o Giuseppe La Pietra), ve ne sono altri fortemente discutibili, inseriti “Tanto per far numero”, o perché voluti da uomini del Pd (Scrivano), ma senza particolari qualità, oppure, più semplicemente, non all’altezza della sfida.

Un’armata Brancaleone che si è sempre definita idealmente di centrosinistra, pur avendo in coalizione elementi che con la sinistra non hanno nulla a che fare. All’indomani del primo turno, infatti, Enzo Raisi, deputato di Fli in Parlamento, dirà ai suoi detrattori, con fare di scherno “A tutti quelli che dileggiano e fanno gli spiritosi, un saluto da Fli Emilia Romagna dove a Parma e Piacenza siamo andati al ballottaggio”. Quella che perciò è mancata a Sel, e che per un fatto di necessità è la prima prerogativa d’un politico, è la coerenza. Simone Rossi, che con Pcc prenderà il posto dello sconosciuto Scrivano in Consiglio Comunale, all’indomani delle primarie del centrosinistra diceva di Bernazzoli: “Guardalo: ha fatto 10 anni il sindaco a Fontanellato [in realtà otto, ndr], dopo ha fatto il vice in Provincia, poi ha fatto 5 anni il Presidente della Provincia, poi altri 5 anni e adesso si permette il lusso di piantare a metà una carica per la quale la gente l’aveva votato, la pianta a metà, che già solo per questa sarebbe una cosa allucinante, per andare a fare il sindaco. Ma questo qua, che lavoro ha mai fatto?”. Ieri lottava contro i politici di professione, quelli da vent’anni in politica, oggi ne è un convinto alleato. Quando lo scorso marzo ci fu una polemica interna a Sinistra Ecologia Libertà sull’alleanza con la Guarnieri, nella coalizione minestrone di Bernazzoli, Mirko Reggiani (Sel) definì su Facebook delle “pippe mentali” le idee di chi credeva un controsenso unire la sinistra radicale di Sel con il moderatismo liberale, e rivolto a destra, di Altra Politica. Se “Pippe mentali” sono le alleanze tra centrodestra e centrosinistra, allora non si capisce perché definirsi ostinatamente parte integrante di un progetto esclusivamente di centrosinistra. Accusare, poi, il Movimento 5 Stelle di prendere voti a destra, dimenticando il fatto che li “rubino” anche a sinistra, vuol poi dire due cose: non accorgersi che la stessa coalizione di Bernazzoli ha preso, e presumibilmente prenderà, voti a destra (sempre ricordando le parole di Enzo Raisi), e non aver ben presente che il M5s, proprio perché trasversale sia alla destra che alla sinistra, per definizione non appartiene a nessun schieramento politico tradizionale, dunque non avrà i voti dell’uno o dell’altro, ma di entrambi. A nostro modo di vedere la poca credibilità e la scarsa capacità di analisi politica dei vertici di Pcc – che poi fanno riferimento prevalentemente a Sel – ne hanno pregiudicato il cammino, ed il voto ne è una netta testimonianza. Nel 2009 Walter Aiello, allora segretario provinciale del Prc, dopo i deludenti risultati del partito alle Provinciali, non ci pensò un attimo a dimettersi dalla carica, pur mantenendo stima e affetto da molti compagni di partito. Spesso le dimissioni dei vertici non sono solo un segnale di declino, ma anche di rinnovamento al vertice. Ma non tutti riescono a leggerne le potenzialità.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Leggi Zerosette online

Edizione dal 25-11 allo 08-11-20





Video Zerosette