Published On: Ven, Giu 29th, 2012

Ambulatorio Ospedale Vecchio: vogliamo più vita nell’Oltretorrente

Il più popolare, vario e creativo quartiere di Parma ha subito in questi anni diverse trasformazioni. È bene ricordare alcuni dei lasciti delle ultime amministrazioni municipali.
Diversi circoli, nuclei storici di un’antica rete di socialità, sono stati trasferiti in periferia e ancora incerta è la sorte di altri. Piazza Bertozzi è stata trasformata in un bar-ristorante cambiando l’originaria destinazione d’uso (luogo per la creatività giovanile) prevista dai documenti istitutivi e promessa alla città.
Un progetto di privatizzazione ha rischiato di trasformare una parte dell’Ospedale Vecchio in albergo, ristorante e miniappartamenti. Il progetto è stato bloccato: quattordici persone, fra assessori,dirigenti comunali e costruttori, sono ora indagate per abuso d’ufficio e violazione del codice sui beni culturali, ma alcune parti del monumento sono state svuotate. L’intero complesso ha urgente necessità di manutenzione ordinaria.

Ciò vale anche per i portici dell’Ospedale su via D’Azeglio. Di recente lo storico ed apprezzato mercatino del giovedì è stato spostato dai portici con la scusa dell’inizio dei lavori: gli spazi che si aprono su via D’Azeglio sono stati da alcuni mesi privati di quelle attività programmate che ben servivano la socialità del quartiere.
In quest’area, una forma di socialità imposta dall’alto, un’applicazione del modello di via Farini ha fatto cadere in basso la vivibilità della via e di tutto il quartiere. Oltre al consumo di alcoolici, sfogo serale per tante persone, c’è poco altro da fare. E a chi non sa godere della cosiddetta movida rimangono da affrontare gli schiamazzi notturni, le bottiglie rotte, i rifiuti abbandonati, l’urina su muri e portoni, le scene rivoltanti, perfino i fatti di sangue.
Il vero problema non è la movida in sé (comunque il disordine non si risolve con ridicole ordinanze da sceriffo: ricordiamo i tempi in cui era severamente proibito bere una birra in piazzale Inzani, mentre era lecito ubriacarsi e vomitare in via D’Azeglio), bensì un programma politico che l’aveva assunta come modello preminente di socialità.

A tale programma va contrapposta un’idea civile tutta diversa. Un quartiere come l’Oltretorrente, in cui un abitante su cinque ha più di 65 anni, uno su quattro è cittadino straniero, gli studenti fuori sede sono numerosi, ha bisogno di spazi di convivenza nei quali le persone possano conoscersi ed incontrarsi su basi diverse dalla movida. Visto che un ceto politico raccapricciante ha inflitto solo l’imbarbarimento sociale, resta in campo la spinta dal basso per guadagnare un risultato apprezzabile.
Archiviati, si spera, i tempi dei soldi gettati in falsi bisogni e in progetti faraonici, è da chiedersi se con le poche risorse a disposizione si possa migliorare ugualmente la vita del quartiere.

Siamo un insieme di associazioni e comitati che da anni difendono l’Ospedale Vecchio da privatizzazioni e da ipotesi incongrue di ristrutturazione. Siamo convinti che i parmigiani debbano tornare a essere, come sono stati fino al 1998, i veri proprietari di questo storico monumento.
Crediamo anzi che la restituzione dell’Ospedale Vecchio alla sua funzione di polo culturale e sociale possa essere il fulcro di un rilancio civile di tutto l’Oltretorrente. E proprio nei suoi portici su via D’Azeglio abbiamo individuato l’opportunità più immediata per creare socialità vera e spontanea.
Proponiamo la loro trasformazione in uno spazio per la socialità a disposizione della vita cittadina, luogo franco per il dialogo, la conoscenza, lo scambio, la creatività, l’informazione.
Ciò che fu promesso e non mantenuto dalla vecchia giunta con la privatizzazione di piazza Bertozzi, lo si attui oggi con un nuovo statuto pubblico per i portici urbani dell’Ospedale Vecchio.

Sperando che l’attuale amministrazione comunale di Parma faccia di questa proposta più che un auspicio, un punto di programma,
chiediamo al sindaco e alla giunta, in merito ai portici di via d’Azeglio, di
– assecondare la nascita di mercatini con un plateatico agevolato (in piena conformità alle proposte contenute nel recente documento del comitato “Il Muro”).
– rendere disponibile tale spazio per le iniziative dei numerosi comitati e associazioni cittadine, con la concessione pienamente gratuita e senza purgatori burocratici.
– promuovere a costo minimo o nullo, già a partire da quest’estate, eventi culturali nelle ore serali, quali concerti, mostre fotografiche, videoproiezioni, ecc., con un sistema di gestione che permetta l’effettiva disponibilità dello spazio a tutti coloro che hanno proposte, evitando quindi qualsiasi concessione in uso permanente o fissa.
– autorizzare che un piccolo settore del portico sia dedicato esclusivamente a Speakers’ Corner, su modello di quello di Londra che è il più famoso, ove in qualsiasi momento del giorno ogni cittadino possa esercitare senza ostacoli burocratici il proprio diritto ad esprimersi in pubblico; meglio ancora farebbe la giunta a portare la proposta in consiglio comunale.

Comunicato stampa

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