di Marcello Frigeri

L’annuncio su Youtube dell’Assessore al Bilancio (tra le più importanti figure della Giunta comunale) ha cambiato il modo di rapportarsi tra sindaco e cittadini. È un aspetto, se vogliamo anche piccolo, di un nuovo modello politico da sempre voluto dal Movimento 5 Stelle, fatto di direttismo democratico fortemente caratterizzato dall’uso del web. Ma come ogni modello amministrativo e politico, anche l’uso dei canali web ha i suoi aspetti positivi e negativi (per chi non lo sapesse, Youtube è una piattaforma video in cui tutti possono accedervi per inserire filmati artigianali). Anzitutto non è vero, come ultimamente si lascia intendere, che per approcciarsi alla politica Pizzarotti utilizzi metodi berlusconiani. Vero è che il vecchio premier, nel lontano 1994, si lanciò in politica autopromuovendosi attraverso una videocassetta mandata in onda dalla Rai e da Mediaset:  era il “Nuovo miracolo italiano”, pubblicizzato con uno slancio di modernità e come nessuno aveva mai fatto prima, in televisione, quasi a voler sancire un patto diretto tra cittadini (o ascoltatori televisivi) e Berlusconi.
Ma al tempo non vi era la possibilità di scelta: o si cambiava canale, oppure il discorso lo si ascoltava in toto. Fu poi, e soprattutto, l’uso della tv pubblica come mezzo di potere del premier, anche in questi ultimi anni, ad essere criticato: più che un servizio pubblico rivolto ai molti, il Tg1, più o meno velatamente, è sempre stato un servizio giornalistico del governo verso gli ascoltatori. Youtube non ha queste pretese: il messaggio video arriva a chi solo intende ascoltarlo. Può essere condiviso o criticato grazie all’utilizzo del “commento”; può essere ascoltato integralmente o in parte: sceglie l’ascoltatore. Non ha una forma autarchica (mezzo del governo verso i cittadini), altresì anarchica: è di tutti e per tutti.
Il problema, se vogliamo, è un altro. Il nuovo sindaco fa bene ad utilizzare il web per comunicare con i suoi cittadini, perché è più diretto della tv, lo si può ascoltare ogni ora del giorno senza dover aspettare l’orario prefissato dei telegiornali, può essere visto e rivisto più volte, è più funzionale di uno scialbo comunicato stampa, e soprattutto non può essere frainteso: le sue parole sono lì, incise nel video, quello che ha detto non potrà mai rimangiarselo.
Tuttavia quello che non può e non deve fare un messaggio Youtube, o per esteso l’utilizzo del web come direttismo tra cittadini e sindaco, è sostituire le caratteristiche che plasmano l’attuale democrazia.
Il web deve essere un potenziamento della democrazia, non un suo sostituto: sarebbe stato meglio, infatti, se al video Pizzarotti avesse fatto seguire una conferenza stampa di presentazione dell’assessore Gino Capelli, che tuttavia non c’è stata. La forma della domanda del giornalista e della risposta del politico non è una semplice prassi, è la nudità del potere di fronte agli organi che lo controllano. Non è una routine – anche se può sembrare o, comunque, lo sta diventando -, perché anch’essa, la conferenza, sancisce un rapporto diretto tra potere e controllore dello stesso.
Non siamo qui a sostenere che non ci sia democrazia nelle parole del nuovo sindaco: il modello referendario che vorrebbe integrare al suo mandato (partecipazione dal basso) e le dirette streaming del Consiglio Comunale (trasparenza e partecipazione dal basso) vanno infatti nel verso contrario. Ciò che si vuole sostenere, altresì, è che il modello democratico, oggi, non va stravolto ma rinvigorito.
Non c’è dubbio, almeno fino a prova contraria – e per ora a parole – che il modello politico del Movimento 5 Stelle tenda a riequilibrare un potere che poco più di 5 mesi fa verteva verso l’alto (poteri forti) e non verso il basso (cittadini). Tuttavia bisogna stare attenti nel costruirlo e plasmarlo: il web non è sinonimo di democrazia ma di partecipazione. Spesso, è vero, le due cose si confondono, ma mentre la democrazia è un fondamento, la partecipazione ne è una esclusiva caratteristica.

1 Comment

    Caro Sig.Sindaco, per favore può fare dei corsi agli ultrasettantenni di Parma sull’uso del P.C.e di internet?
    Può donar loro dei pc sul quale poter vedere i suoi messaggi? (sa con la pensione che si ritrovano comprarsi un pc diventa alquanto difficilotto, non crede?)
    Organizzi pure questi corsi al “Centro Torri” “Panorama” o “Esselunga”, ne troverà tantissimi che vanno li a “prendere il fresco” perchè non posso neppure permettersi un accidenti di ventilatore, ovvio con il loro tablet di ultima generazione in mano, pronti a non perdersi neppure un suo comunicato.
    Il grande Totò diceva: “ma ci facci il piacere…. ci facci tze!”

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