Published On: Mer, Giu 27th, 2012

“Il signor Bruschino” e gli archetti dello scandalo: intervista a Marco Dallara

Una sinfonia, quella de “Il signor Bruschino” di Gioacchino Rossini, nota per l’effetto ottenuto battendo ritmicamente gli archetti dei violini secondi sul leggio. Un effetto questo che all’epoca suscitò non poche contestazioni, soprattutto da parte dei professori d’orchestra che si rifiutarono, alla prima rappresentazione, di usare i propri archi come percussioni. Il maestro Marco Dallara – sabato 30 giugno alle 21.00 (prova generale aperta al pubblico), domenica 1 e mercoledì 4 luglio alle 21.00 (recite), nel Chiostro del Conservatorio A. Boito, con la regia di Nazzareno Luigi Todarello – chiederà ai musicisti dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna lo stesso gesto che a inizio Ottocento risultò così provocatorio.
“Mi fa sempre molto piacere – ci dice il maestro – collaborare con la Fondazione Toscanini e con il Conservatorio. Con il “Bruschino” torno nel luogo in cui mi sono formato musicalmente”.
Assistente del maestro Richard Bonynge e reduce dalla Stagione Sinfonica del Municipale di Piacenza con il basso Roberto Scandiuzzi, Dallara riprende in mano uno spartito dapprima contestato che divenne poi il capolavoro delle cinque farse scritte da Rossini: “Al suo esordio, nel 1813 (quando Rossini era appena ventunenne, ndr), – ci spiega – questa farsa giocosa in un atto fu un fiasco totale. L’opera venne rappresentata dall’800 ad oggi pochissime volte, solo negli ultimi anni essa appare saltuariamente nei cartelloni delle stagioni. In realtà la scrittura musicale è pressoché perfetta e prelude ai grandi capolavori rossiniani come l’Italiana in Algeri che è dello stesso anno. Numerosi sono anche i riferimenti alle opere di Mozart con vere e proprie citazioni tematiche e formali”.
Temi dunque facilmente assimilabili dal pubblico che verranno eseguiti in modo più fedele possibile alla partitura: “Credo che Rossini – prosegue Dallara – non richieda interpretazioni    troppo personali né dell’uso di eccessive colorature da parte dei cantanti”.
Tre cast  si cimenteranno nelle arie del “Bruschino”, dalla cavatina di Gaudenzio (“Nel teatro del gran mondo”), al terzetto (“Per un figlio già pentito”), fino al finale, con il gioco onomatopeico della ripetizione delle ultime sillabe “son pentito, -tito, -tito”: “I solisti sono in maggioranza di origini orientali. Sono vocalmente molto dotati a mostrano una grande sensibilità musicale. Grazie alla preparazione ricevuta dai docenti  del Conservatorio Carmen Santoro e Romano Franceschetto il pubblico li apprezzerà”.

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