Published On: Ven, Giu 8th, 2012

Inceneritore: quali i rischi con la chiusura?

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di Diego Gustavo Remaggi

Il Sindaco di Parma l’inceneritore non lo vuole. Preferirebbe vederlo smantellato, pezzo dopo pezzo, riconsegnato al mittente, lasciando tabula rasa del lavorìo durato anni con le polemiche, gli stop e le ripartenze che si è trascinato dietro come un fardello insopportabile. Possiamo dire che ad Ugozzolo, il giorno in cui Federico Pizzarotti ha vinto le elezioni, è sventolata la bandiera a 5 Stelle, ma possiamo altresì affermare che proprio da lì la forza, l’impegno e il cuore della nuova amministrazione dovranno partire. Ad osservare le mosse del nuovo inquilino del Municipio, questa volta non ci sarà solo Parma, ma anche i vicini Comuni di Reggio e Piacenza, preoccupati che la mancata accensione del forno non rischi di “incenerire” parte delle casse e dei bilanci delle proprie città. Già, perché se l’impianto di Iren non entrerà in funzione ci sarà una penale anche abbastanza salata da pagare: 185milioni di euro che, da buoni “partecipanti”, dovranno tirare fuori i tre grandi comuni emiliani. La multiutility è anch’essa indebitata, ha perso nel 2011 quasi 108milioni di euro dopo il riassetto di Edison, quindi non naviga in acque sicure avendo sul groppone 2,6miliardi di debiti. Subito dopo i festeggiamenti post-elettorali, quindi, Pizzarotti ha dovuto fare i conti con quello che è stato il suo cavallo, vittorioso, di battaglia. Il primo a parlare è stato il deputato leghista Massimo Polledri, che ha dichiarato all’agenzia Adnkronos: “Oltre a Parma, la penale finirà per pesare sulle casse di Reggio Emilia e di Piacenza. Francamente, mi sembra il caso di rivolgersi alla Corte dei Conti senza perdere un minuto di più”. Più pacati sono stati i toni dell’altro neo-sindaco, il piacentino Paolo Dosi secondo cui: “Visto e considerato che ci sono temi molto delicati sia di carattere legale, sia di carattere economico che sono legati a decisioni di questo tipo, è evidente che sia noi che il comune di Reggio Emilia prenderemo tutte le misure necessarie per cercare di impedire, o di discutere quantomeno, una iniziativa unilaterale di questo genere”. Dal canto suo, Graziano Delrio ha già affermato che nel caso in cui Parma dovesse escludere definitivamente l’accensione del  termovalorizzatore, il suo Comune non sarebbe disposto ad accogliere i rifiuti dei parmigiani, rischio paventato anche in ambito provinciale: “L’eventualità di non attivare l’inceneritore in costruzione significherebbe andare in emergenza rifiuti”, ha commentato l’Assessore provinciale all’ambiente di Reggio, Mirko Tutino.
Al Sindaco di Parma ora si profila una strada irta di pericoli. Da una parte mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale (quindi la chiusura del “cantiere Ugozzolo”), dall’altra evitare di aggravare ancora di più, con una penale, la somma dei debiti ereditati dalle Giunte precedenti, debiti che per quanto siano stati decantati dalla ex-Giunta come “investimenti” vanno pur pagati. Come se non bastasse ci si mette di mezzo anche Iren con cui sarà necessario intavolare una discussione che vedrà seduti al medesimo tavolo anche altri due sindaci. Se la penale ci sarà e sarà alta Pizzarotti non ha disdegnato l’indizione di una consulta popolare, un referendum, per capire se i suoi concittadini sono più inclini a pagare le penali, senza inceneritore, o a non pagarle, con inceneritore (fallendo così gli intenti del programma elettorale). I 5Stelle dovranno poi indicare il successore di Villani all’interno di Iren, e sarà un compito inedito e complicato, dato che un Comune in cui ha vinto un movimento che può dirsi anche ecologista, si trova a dover ragionare, far parte e possibilmente rendere vincente una multiservizi che trae guadagno anche dall’incenerimento dei rifiuti, dalla gestione dell’approvvigionamento idrico, dalla vendita di energia; legata ad una politica economica in cui dirigenti, pagati profumatamente, sono ben lontani dalle vedute e dalle logiche di Pizzarotti. Se non altro, la maggioranza nel Consiglio comunale di Parma potrà contare sull’aiuto del collega Matteo Olivieri che da Reggio punta il dito contro il forno di Ugozzolo e rincuora il Sindaco: “Invece di paventare il “rischio penali”, ci sono da chiarire le questioni delle messe in mora da parte della Commissione europea sull’appalto – sostiene Olivieri -, e i lavori affidati direttamente a Iren senza alcuna gara, come invece chiedono le norme europee”.

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