FP CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI e la RSA aziendale hanno proclamato per il prossimo lunedì 2 luglio una giornata di mobilitazione dei lavoratori del comparto igiene ambientale del Gruppo IREN, in quanto sono fortemente preoccupati dalle modalità di gestione della multiutility, sempre più lontane dal concetto stesso di pubblico servizio ed ormai pericolosamente sbilanciate sul ruolo di gestore finanziario.

Le rappresentanze dei lavoratori propongono una differente visione strategica del settore ambientale maggiormente sensibile alla crescente attenzione della cittadinanza e ai temi della regolarità e legalità degli appalti.

I lavoratori e i sindacati di categoria denunciano una eccessiva attenzione da parte di Iren ai profitti derivati dallo smaltimento dei rifiuti ed una progressiva ed inarrestabile erosione delle risorse destinate ai servizi di raccolta, subappaltate al massimo ribasso e affidate senza riconoscere i Contratti Nazionali dell’Igiene Ambientale. La pratica degli appalti basata sull’offerta economica più bassa, comprime i diritti dei lavoratori delle ditte appaltanti e estromette l’imprenditoria territoriale e qualificata, con ripercussioni sull’occupazione.

Meno risorse alle raccolte significa infatti meno qualità del servizio per i cittadini, meno legalità, meno diritti per i lavoratori, meno sicurezza e più pericoli sulle strade, meno prospettive d’uscita dalla necessità di smaltire i rifiuti e quindi meno ambiente.

I lavoratori richiedono a tale proposito un urgente intervento delle Amministrazioni comunali, non solo in qualità di proprietarie della multiutility, ma anche in funzione di rappresentanti della cittadinanza, per chiarire la propria posizione sulle strategie di Iren.

La crisi, le difficoltà finanziarie, i bilanci comunali e la spending review non giustificano il primato del business sulla tutela dell’ambiente, vero patrimonio inalienabile e unico possibile volano da cui ripartire per rilanciare il Paese.

I lavoratori di Iren in protesta, consapevoli della grave situazione determinata dagli eventi sismici che hanno colpito le popolazioni dei territori dell’Emilia Romagna, non sciopereranno il 2 luglio come già programmato, ma lavoreranno per devolvere quella giornata di salario a loro favore.

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