Published On: Ven, Giu 1st, 2012

L’INTERVISTA – Ghiretti: “Se Ubaldi non avesse spaccato il centro, adesso potrei essere io il Sindaco”

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di Diego Gustavo Remaggi

Roberto Ghiretti è un uomo affacendato. Ci concede di intervistarlo un venerdì sera, nel suo studio,  in uno spazio di tempo ottenuto tra un impegno e l’altro, occupando un po’ della sua fitta agenda. Parma ora ha un Sindaco, le campagne elettorali sono finite, c’è il nuovo che avanza e il vecchio che si rinnova, la calma che adesso si respira in città non sarà la stessa che aleggia in Municipio. Questo Ghiretti lo sa bene, lui in quel palazzo ci è già stato e con la sua esperienza “tecnica” (come ci tiene a precisare egli stesso) può raccontarci quello che è successo da un punto di vista privilegiato, avendo lottato e conosciuto bene gli ultimi duellanti: Bernazzoli e Pizzarotti.

Per iniziare, ci piacerebbe sapere il suo commento a freddo sui risultati del ballottaggio.

Secondo me ci sono stati alcuni effetti a sorpresa, pensavo fosse più incerto, nel senso che si combattesse veramente all’ultimo voto, non mi aspettavo un 60 a 40. D’altra parte invece era giusto che finisse così. Per come si sono messe le cose è successo proprio quello che diceva Grillo: “Un’ondata di piena che ha travolto tutto e tutti”.

Tra i primi ad ammettere un “mea culpa” a nome del proprio partito è stato Giorgio Pagliari, che di certo non ha dato un bel ritratto del candidato Bernazzoli, che ne pensa?

Era un fuori onda, hanno registrato le sue parole un po’ a tradimento, insomma… Qui sono successe tante cose: c’era un candidato del Pd spinto da tante forze composite, dalle liste e da tanti soggetti istituzionali e non; dall’altra parte doveva esserci una candidatura espressione del centro più che del centro destra, molto del centro e poco della destra.

Poteva essere la mia.

Il centro-destra però non era compatto, come mai?

Per mille motivi, il centro è stato frantumato dall’arrivo di Ubaldi che, nonostante avesse fatto 30 anni di politica e 2 volte il sindaco, voleva riproporsi come salvatore della patria. Questo però non ha convinto nessuno e, dati i risultati, in compenso ha impedito al sottoscritto di andare avanti, di crescere in un certo modo. Perché se si somma la percentuale ottenuta da Ubaldi più la nostra, sarebbe stata 24, quindi tutta l’ondata…- commenta fermandosi quasi per controllare le parole -. Ma non solo! C’era anche la possibilità di aggregare molti altri, dal Pdl ai partiti di destra e una buona parte dei 5 Stelle. Probabilmente si arrivava al ballottaggio in una situazione completamente diversa.

Mi sembra di capire che la catastrofe del centro-destra dipenda solo da Ubaldi.

L’arrivo di Ubaldi ha rovinato tutto senza risolvere niente, inutile ora piangere sul latte versato. I 5 Stelle sono arrivati lì anche perché è successo questo, anche e soprattutto. Ma tornando a noi, il Pd con questa candidatura ha fallito, è stata una candidatura che non ha convinto la gente.

Alcune voci di corridoio la vedrebbero già come futuro Presidente del consiglio comunale, lo considera un onore?

Ad oggi non mi ha parlato nessuno, sono voci che mi dicono uscire dall’ambiente del 5 Stelle. Loro hanno sempre detto che la differenza tra maggioranza e minoranza può essere sottile nel momento in cui ci possono essere degli obiettivi importanti generali. Quindi, secondo me, è una valutazione che devono dare solo loro: se offrire alla minoranza una presidenza del consiglio o tenersela è un loro diritto in entrambi i casi, dopodiché devono capire cosa vogliono fare e confrontarsi.

Diciamo quindi che è stato quasi eletto in “contumacia”?

Fino ad ora è girato un nome senza che lo stesso interessato fosse contattato. Io non ho potuto né smentire né confermare, non è il mio stile, intervengo solo quando serve. Se me lo chiedono, se ne parlerà, però una cosa è certa: uno non entra nella maggioranza, resta nella minoranza, resta nel suo ruolo, che è quello di garante. Mi fa piacere se è stato fatto il mio nome, vuol dire che c’è stima nei miei confronti, hanno capito che siamo tra persone serie, ma detto questo ora c’è da capire cosa vorranno fare e anche io dovrò confrontarmi coi miei per capire se c’è qualcosa che può essere interessante o meno. Se devo fare il ventunesimo non mi interessa, se è per avere un punto di garanzia tra maggioranza e minoranza allora ne possiamo parlare, ammesso che ne vogliano parlare.

Alla fine per avere ottenuto stima da parte dei 5 Stelle vuol dire che condivide diversi progetti con il Sindaco e la sua squadra.

Partiamo dalla campagna elettorale. C’erano due forme di nuovo: un nuovo moderato e “più concreto”(rappresentato da Ghiretti stesso, nda.) e uno “più travolgente”, più mediato, seguito dai media in tutta Italia e quindi anche molto più nuovo. Io ho detto quello che si poteva fare, dall’inceneritore in giù, quello che “non” si poteva fare non l’ho detto, ho parlato sempre in concreto, sempre di tutto, del bilancio e di ogni altro problema. Quello che dicevo sapevo che era fattibile, ho evitato sempre le sparate elettorali, io non ne ho fatte.

Quindi nonostante la reciproca stima, la differenza tra lei e Pizzarotti c’è stata anche se siete stati due forme di “nuovo”?

Loro, i 5 Stelle, hanno fatto sparate elettorali copiando anche dai nostri pezzi. Grillo ha detto che Bernazzoli aveva copiato il suo programma, insomma, mi sento di dire che nessuno ha copiato niente però è sicuro che loro hanno ricalcato dei nostri pezzi, il che mi fa piacere. Però li hanno amplificati in sparate elettorali, magari convinti di restare in minoranza.

Quali punti del vostro programma avrebbero ripreso?

Ci hanno copiato il Parco della musica, la sicurezza, diciamo che mano a mano che dicevamo delle cose loro le facevano proprie. Non lo dico per rimproverarli, su alcune cose c’erano delle sintonie progettuali, diverse ma con gli stessi contenuti. Noi le interpretavamo in modo realistico e fattibile, loro un po’ meno, l’esempio lampante è l’inceneritore. Noi volevamo renderlo diseconomico, attraverso una serie di passaggi come la separazione della raccolta dalla distruzione, cioè ritrattare tutto rendendola disalimentata. Ho parlato di circa l’80% del recupero, poi è arrivato Bernazzoli con la sua sparata: “100%!”, e loro: “Lo smontiamo e lo mandiamo in Cina o in Olanda”. Adesso si arriva al dunque, mi auguro che Pizzarotti trovi delle soluzioni. Se le trova e se sono serie e credibili perché non ascoltarlo? D’altronde lui è il Sindaco, è una situazione incredibile perché è figlio di un 20% che è diventato 60%, un monocolore.

Dagli onori agli oneri per il nuovo Sindaco, anche lei sostiene che la sua carica non sarà tutta rose e fiori?

Adesso per lui inizieranno le prime grane, c’è tanta gente che lo ha spinto negli ultimi 15 giorni pur avendo opinioni totalmente diverse. Gente che prima lo contestava poi lo appoggiava in modo “sotterraneo” e che adesso è già pronta a sbranarlo. I voti miei sono voti che gli sono andati perché alla gente piaceva la sua soluzione del “nuovo”.

Quindi anche chi ha votato Ubaldi o Buzzi al primo turno avrebbe votato Pizzarotti, ormai è risaputo, me ne sta dando la conferma?

Adesso quella stessa gente del centro e della destra che ha detto: “Votiamo Pizzarotti” è già pronta a fargli la pelle, è bene dirlo.

Quotidiani, telegiornali, radio di tutto il mondo, al termine del ballottaggio hanno esclamato: “A Parma è nata la terza repubblica!”, ne è convinto anche lei?

Non credo che sia nata quì a Parma. Credo che qui sia successo uno scossone enorme, figlio di tante contingenze legate al momento nazionale. La terza repubblica non è nata quì, ripeto, nascerà forse tra un anno, penso, a Parma c’è stata solo una scossa totale che fa capire che deve nascere una terza repubblica.

La Gazzetta di Parma, secondo un sondaggio svolto prima delle elezioni, la dava al 4%, è contento di aver raddoppiato tale previsione?

Io ero convinto che saremmo stati più su, ma non ho mai voluto fare polemica.

Quarto candidato, terza lista, 10%, risultati di tutto rispetto, è un buon inizio per Parma Unita, no?

Un 10% per un soggetto nuovo senza partiti alle spalle e con una lista nata in 3 mesi, con un presunto vulnus derivato dall’aver fatto l’assessore tecnico nella vecchia Giunta dimissionaria, penso che sia un grande dato. Siamo stati tutti molto contenti. Il problema è che poteva essere qualcosa di diverso. La storia si fa sempre con i fatti e nei fatti, secondo me, abbiamo avuto un ottimo risultato.

Poteva essere migliore?

Sicuramente sì, non è stato tale da portarci al ballottaggio e probabilmente vincere però è stato un signor risultato. Adesso, pian piano, la gente si renderà conto che le mie non-sparate forse erano veramente le cose più fattibili, sono convinto che a lungo andare tutto questo pagherà e pagherà parecchio.

L’avventura di Parma Unita continuerà?

Ora dobbiamo solidificarci, trovare una nostra dimensione, dobbiamo fare delle iniziative. Prima di tutto è logico che dobbiamo fare il nostro dovere in consiglio comunale e dall’altra darci una struttura, una dialettica, costruire, parlare, rappresentare chi ci ha votato e pensare alle proposte future. Dovremo essere capaci di interpretare il cambiamento futuro.

Da tecnico a politico, qual è stata la scintilla che l’ha convinta ha scendere in campo?

É stato per come è finita. Ho dovuto dare spiegazioni. Mi sono sacrificato per due anni con passione e alla fine vedere la propria città in queste condizioni mi ha messo la voglia di impegnarmi e metterci tutto quello che ho.

I suoi impegni principali, ora che sono finite le elezioni, quali sono?

Sono tornato al lavoro, sono periodi complicati.

E in politica?

Iniziare questo percorso nell’ambito della pubblica amministrazione come consigliere e fare la prima azione di politica che sarà quella di un incontro, di un convegno a fine giugno o primi di luglio sul mondo giovanile.

Cosa si aspetta dal Sindaco e cosa gli vuole augurare o consigliare?

Dovrà essere lui a trovare la quadratura del cerchio. Ha un cammino duro davanti, da una parte avrà tanti nemici, più di quelli che si aspetta. Dall’altra avrà anche tanto sostegno popolare almeno all’inizio, gli auguro di essere se stesso, di riflettere ogni decisione e di guardarsi dai falsi amici.

Penso che avrà un lavoro durissimo.

Maurizio Chierici, nello scorso numero di Zerosette, ci ha confidato: “Non vorrei essere nei panni di Pizzarotti”, anche lei condivide questo pensiero?

Beh, noi abbiamo lavorato per essere nei suoi panni. Il Sindaco ha davanti un lavoro incredibile, non solo Pizzarotti ma chiunque avesse vinto si sarebbe dovuto rimboccare le maniche, vedo che a lui non manca la buona volontà, è molto determinato ed ha una gran voglia di fare, posso solo augurargli un grande in bocca al lupo. Diciamo che mi piacerebbe essere al suo posto ma non lo invidio! Gli offro lealtà ma ognuno dovrà fare il suo mestiere.

La vedo un po’ rammaricato, è rimasto deluso nonostante il 10%? Dica la verità!

Deluso no, diciamo che se non ci fossero state voglia di rivincita personale, individualismi senza logica a quest’ora potevamo avere vinto o giocarcela all’ultimo voto. Così alla fine qualcuno ha perso: noi no! Qualcuno doveva arrivare, spaccare le montagne, fare il 30% e ha fatto il 15. Fino a qualche giorno prima faceva girare dei messaggini con scritto “siamo al 29, siamo al 30%”, anche loro forse dovrebbero cambiare sondaggista, anzi tanta gente dovrebbe farlo, dovrebbe cambiare sia agenzia di comunicazione che sondaggisti!

Ci rivedremo quindi alla prossima campagna elettorale?

Ora dobbiamo solidificare quello che abbiamo fatto, dobbiamo essere in mezzo alla gente. C’è un periodo di attesa, se ne riparla tra 5 anni. Non ci sono uomini per tutte le stagioni ma una stagione per ogni uomo, vedremo.

Tra 5 anni o prima?

Questo lo scopriremo solo vivendo. C’è gente che ha votato Pizzarotti dicendo: “Tanto questo quì tra sei mesi se ne va a casa”. Ecco, chi ha ragionato così secondo me è ignobile, lo puoi scrivere e dire tranquillamente. Pizzarotti deve dimostrare di avere forza, se non riuscirà nei suoi impegni allora andremo a votare ma non sono io a deciderlo, io credo che sicuramente durerà un po’ di più di quello che pronosticano, dobbiamo rispettarlo, d’altronde è il Sindaco di tutti!

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