Published On: Mer, Giu 6th, 2012

Su Tavolazzi Pizzarotti fa dietrofront: pochi soldi o diktat di Grillo?

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di Salvo Taranto

Nello stesso in giorno in cui è stato ufficializzato il nome del primo assessore, Pizzarotti ha probabilmente intonato anche il De profundis sulla figura del direttore generale del Comune: quel ruolo attorno al quale era divampata la polemica tra il neosindaco e un Beppe Grillo affiancato dall’uomo ombra, Gianroberto Casaleggio. Ragione del contendere la candidatura di Valentino Tavolazzi, consigliere comunale ferrarese espulso dal Movimento 5 Stelle, a ricoprire l’incarico attualmente scoperto. Un gesto che Grillo aveva definito dapprima un’autocandidatura, salvo poi fare marcia indietro davanti al fatto che fossero stati proprio i grillini parmigiani a contattarlo. “Le risorse del Comune di Parma sono molto limitate – ha spiegato il primo cittadino – quindi la questione del direttore generale rimane in sospeso”.
Resta adesso da comprendere, però, se la scelta temporanea di farne a meno, in un Paese in cui nulla è più definitivo del provvisorio, equivalga a rinunciare per sempre alle competenze di Tavolazzi.

La possibilità che ciò si verifichi è suffragata da più di un semplice sospetto, perché dopo i giorni in cui Pizzarotti e Grillo sembravano vicini ad un incredibile scontro frontale dagli esiti imprevedibili, il sindaco di Parma ha gradualmente attenuato le proprie posizioni. Sulle prime, al comico genovese che bollava un eventuale incarico conferito a Tavolazzi come “una scelta impossibile, incompatibile e ingestibile politicamente”, il sindaco aveva replicato evidenziando la natura strettamente tecnica del ruolo. Poi, tuttavia, è iniziato un processo, che si potrebbe definire maleficamente di “allineamento”, supportato da alcuni (provvidenziali) ostacoli. Fra questi, ad esempio, la cancellazione operata mesi fa della figura del direttore generale dall’organico comunale e l’esistenza di impedimenti legati ai titoli. Secondo il regolamento del comune, infatti, per svolgere quella funzione è richiesta una laurea in economia o giurisprudenza: Tavolazzi, invece, è laureato in ingegneria meccanica.
Questa serie di impedimenti hanno forse convinto Pizzarotti a procedere con cautela, evitando il casus belli con Grillo e quel Casaleggio che è in realtà molto più del braccio destro del fondatore del movimento. Basti ricordare in proposito che, quando il sindaco decise di comunicare la propria scelta a favore di Tavolazzi, non chiamò telefonicamente Grillo, bensì proprio Casaleggio. Pertanto, dietro l’attuale accantonamento della vicenda potrebbe celarsi l’intenzione di scongiurare una guerra fratricida: una soluzione talmente provvisoria da apparire italianamente definitiva.

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