La Cisl con la maggior parte dei Comuni parmensi ha concluso i confronti per limitare gli sprechi, contrattare l’incremento delle imposte e il mantenimento dei servizi sociali all’interno dei difficili bilanci di previsione per il 2012. Negli ultimi 10 anni di “contrattazione sociale”, questo è stato sicuramente il più difficile per la crisi e per i conseguenti tagli subiti, insieme ai vincoli che ingessano e per l’impossibilità di continuare a “drogare” la spesa corrente con entrate straordinarie. Con senso di responsabilità la CISL ha posto come primo obiettivo il mantenimento della spesa sociale per i servizi (domiciliarità anziani, nidi d’infanzia, sostegno al reddito, servizi per disabili), in modo da non tagliare risorse alle famiglie, soprattutto a quelle di lavoratori già in difficoltà a causa della crisi. Tra i sacrifici dobbiamo annoverare l’inevitabile incremento delle imposte sul reddito da lavoro, addizionale Irpef, e sulla casa, la famigerata IMU. Anche sui sacrifici abbiamo cercato di tutelare con proposte concrete le fasce più deboli dei cittadini: esenzione Irpef per i redditi inferiori a 15.000 € (pensioni basse, lavoratori precari e cassintegrati), introduzione di fasce e scaglioni diversi, recupero di risorse con la lotta all’evasione fiscale, rimodulazione delle tariffe ISEE, contenimento della tassazione sulla casa d’abitazione, differenza dell’IMU sugli immobili a disposizione affittati. In molti casi siamo stati ascoltati, confermando la pratica positiva del dialogo e del confronto su proposte concrete costruito negli ultimi 10 anni, in altri casi i Comuni hanno deciso unilateralmente, caricandosi di responsabilità su aumenti pesanti che colpiranno oltremodo le famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

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