Published On: Lun, Lug 2nd, 2012

Gcr: anche il Ministero dell’ambiente è dalla nostra parte

“Failadifferenza” è il titolo della campagna di comunicazione promossa dal Ministero dell’Ambiente e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla raccolta differenziata dei rifiuti.
La campagna sarà “interattiva”, consentirà cioè ai cittadini, contattando il ministero dell’ambiente (scrivere a: failadifferenza@minambiente.it) di segnalare disservizi e altre problematiche relative alla gestione della raccolta differenziata sul proprio territorio.
Differenziare gli scarti è un passo fondamentale per consentire l’attuazione di un corretto ciclo dei rifiuti. Consente infatti di ridurre in maniera decisiva le quantità da avviare alla termovalorizzazione o in discarica (come purtroppo avviene ancora in molte città Italiane), consente di recuperare valore con la cessione delle materie prime “differenziate” e, di conseguenza, permette il riciclo e recupero dei materiali con un minore impiego di risorse naturali.

Ma per un ciclo corretto dei rifiuti è fondamentale, oltre all’impegno delle istituzioni preposte, il contributo di ciascuno perché la differenziata parte dalle case degli italiani. Da qui l’invito del Governo ai cittadini a “differenziare” di più e meglio e l’opportunità di essere parte attiva indicando mancanze e problemi al Ministero dell’Ambiente.
Perché “ogni azione fa la differenza”.
Abbiamo riportato in toto la presentazione della nuova campagna del governo a favore della raccolta differenziata.
Dentro, come avete potuto leggere, ci sono slogan che fino a ieri erano considerati totem di un ambientalismo eccessivo e irrealistico.
Oggi invece leggiamo che portare materiali alla “termovalorizzazione” è definito con un avverbio, “purtroppo”, che evidenzia più di tante parole il giudizio su questo tipo di smaltimento, considerato decisamente negativo.

Il governo sembra indirizzato finalmente a prendere in considerazione la raccolta differenziata come vero e proprio volano per indirizzare il Paese verso un corretto ciclo dei rifiuti.
Un ciclo che deve rispettare le direttive europee, la 98/2008 in particolare, che indica una scala gerarchica ben precisa nell’affrontare la gestione degli scarti,
Al primo posto la prevenzione, al secondo il riuso, al terzo il riciclo, al quarto il recupero (non necessariamente energetico ma anche di materia).
Così finalmente pare anche Roma in incammini nella direzione giusta, l’unica strada che ci può garantire dal depauperamento delle risorse naturali ormai in via di esaurimento.
Anche a Parma c’è bisogno di fare la differenza.
C’è bisogno di un nuovo piano rifiuti che, mantenute le pratiche virtuose, elimini totalmente quelle negative abbracciando la corretta visione europea, fatta di riduzione (prevenzione), riuso, riciclo.

E tanta, tanta ricerca.

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